Rarefazione leggera, sospesa nel nitore di una luce intensa, che si dilata per estinguersi, infine, nel buio: espressione poetica di uno stile lirico ed intimo.

L’essenzialità lineare del pittore ottocentesco Hiroshige restituisce, puntuale, le suggestioni e le atmosfere di paesaggi giapponesi, ritratti con tenue delicatezza. La selezione cromatica elegge il bianco a colore quasi unico, che sfuma in grigio tortora per divenire poi nero. Così,  ‘il giardino di magnolie di Kameido’ descrive rami cinerei in fiore, che si stagliano su fondali luminosi crepuscolari.

Come avvolte nella luce, le silhouette si allungano, riflettendo una linearità morfologica che prende corpo in una ricerca sperimentale di volumi plastici, grazie a materiali severi e rigorosi, come il trikado e l’organza pesante di seta per i light coats sfoderati con inaspettati ventagli di chiffon plissé.

Anche il visone, epilato, virato in nuance tourmaline, sembra un cardigan impalpabile, tagliato con geometrica disposizione dei corsi e impunturato a mano a sellaio. Una liquidità quasi pittorica scaturisce dalla fluidità di doppie georgette e crespi di seta opachi negli abiti al ginocchio raccolti intorno a pieghe montate e spicchi di plissé, costruzioni che restituiscono un’immagine gentile di sofisticata semplicità.

Ovunque, sotto, si rivelano  sottili items di maglieria in seta e cachemire, preziosi.

La luce discreta e sussurrata di couvettes velvet, semi_overlap e disposte in filari verticali, riproduce trame vegetali. Mentre le colate materiche di resina acquistano tridimensionalità nelle tessere policrome, che riproducono dorsali ferini, applicate con fili di seta ed accompagnate da pennellate leggere di ramificazioni, che attraversano lievi la figura.

Categorie: Sfilate Moda Donna Primavera/Estate 2009 Tag: , .

Articolo pubblicato da
Ultimo aggiornamento: