Orizzonti “stars & stripes” e sartorialità made in Italy. Di giorno cowboy, di sera anfitrione: l’uomo di Carlo Pignatelli è wild & smart.

E’ rude, coraggioso, un po’ spaccone, leale ed astuto. Ama le sfide, la libertà degli spazi sconfinati e delle terre selvagge, ma anche le luci soffuse dei night clubs e la frenesia carica di illusione dei tavoli da gioco…

I tratti distintivi dell’uomo Carlo Pignatelli Outside si colorano di suggestioni made in USA, che spaziano dalle cime innevate delle Montagne Rocciose ai pascoli del Montana, dalle spaccature del Grand Canyon al glamour di Las Vegas. La realtà dura della vita di frontiera si stempera nel piacere della trasgressione, nella convinzione che i sogni si possano avverare. Ed è un vero è proprio “American Dream”, con le sue sfaccettature più intriganti, a percorrere per intero la collezione Autunno/Inverno 2009/2010…

Il cowboy contemporaneo sceglie un look solido e virile, che però lascia spazio ad un’eccentricità che è espressione di sicurezza e di carattere. Indossa giacconi a macro-check agugliati che riprendono i motivi delle coperte Navajo, maglie decorate da inserti in renna, stivali da ranger in vitello invecchiato. Oppure giacche in tweed Donegal sopra il jeans nappato. Al posto della cravatta, porta un sottile laccio in cuoio con il ferma-nodo ed i pendenti in oro, uguale a quello dei campioni di rodeo o dei ballerini di square dance. Ma si concede anche cappotti in volpe – e degni  di Buffalo Bill – e pantaloni in suede. In alternativa, sceglie i long-johns superaderenti che slanciano la silhouette e si infilano nei camperos in rettile con i puntali in metallo sbalzato. Si lascia tentare  dalle giacche allungate da teddy boys o da rockabillies, con i particolari in velluto, che risaltano per l’inconfondibile aplomb sartoriale, in un gioco di rimando tra impressioni western ed eccellenza italiana.

La palette è calda e densa: sfumature sabbia, tabacco ed ebano; tonalità mostarda, vinaccia e rubino.

Le tonalità della sera risplendono d’oro. Tuxedo e camicie brillano dei riflessi liquidi del lamé. E’ l’oro che rende irresistibile un uomo dal fascino un po’ canagliesco. Un uomo che a pieno titolo potrebbe far parte del mitico “Rat Pack”, il gruppo dei cinque showmen – Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Junior, Peter Lawford e Joey Bishop – che negli anni Cinquanta fece impazzire Las Vegas.

Lusso di frontiera: arriva lo smoking in pitone.
Pitone sartoriale, tagliato al vivo: nero ed opaco nel tuxedo con i revers in raso, che si  porta sulla camicia gold chiusa al collo dal laccio di cuoio alla texana. Oppure virato nei toni dei bruciato nella giacca allungata quasi a tight, come le altre eleganti da sera in tessuto. E rigorosamente in pitone anche le scarpe.

E’ morbido, leggero, duttile come e più del tessuto: il pitone birmano – il più raro e prezioso in assoluto  –  è il protagonista assoluto del “lusso di frontiera” che il cowboy contemporaneo di Carlo Pignatelli Outside sceglie per la prossima stagione fredda.

Rude e solitario cowboy o  seduttore impenitente, pronto a conquistare Las Vegas?

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