Spazio Etoile di piazza San Lorenzo in Lucina a Roma. E’ qui che Camillo Bona ha scelto di festeggiare i trent’anni della sua Maison e trenta sono anche gli abiti della sua collezione primavera – estate 2009. Con qualche ora di anticipo rispetto alla settimana della moda di Alta Roma, Camillo Bona apre la passerella con impeccabili modelle in  "accappatoio", all’ombra di  cappelli colorati a falda enorme. Veri e propri abiti in morbida spugna, bianchi, rossi o gialli. Corti,  abbinati ai  pantaloni  o  lunghi che sembrano vestiti da sera, così scollati sul dietro e così stretti in vita. Dimenticate gli accappatoi unisex, questi sono tutta un’ altra storia, questi si indossano su tacco 12, senza timore di affondare nella sabbia. Poi ci sono i suoi corpetti stretti e corti, a volte fatti di sottili fasce ravvicinate, tenute insieme da sapienti "sfilature", a volte fatti di intrecci che compaiono a sorpresa sulle spalle. Bianco, beige, ma anche celeste e rosa, sono i colori dominanti di questa collezione accompagnata da canzoni interpretate da Milva. Un’attenzione molto personale alle maniche,  sia che finiscano al gomito, sia al polso, c’è sempre qualcosa su cui posare lo sguardo senza timore di scoprire il banale, un bordo, una scanalatura sottolineata da contrasti di colore, una piega. Gli abiti spaziano da quelli più geometrici con grandi  revers, a quelli più lineari con strascico  breve, in stoffe leggere e preziose applicazioni: petali di seta, perline, pizzi. In un angolo dello Spazio Etoile, Camillo Bona controlla le sue modelle mentre scendono dalle scale, ha uno sguardo da ragazzo timido e gentile, lo stesso con il quale sale in passerella chiamato dalla sua splendida sposa in bianco. Un abito complesso, fatto di  più strati,  eppure molto leggero, fatto di petali, di nastri sulle spalle, di sogno.
Annamaria Di Fabio

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Articolo pubblicato da in data: 31.01.2009
Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2009