“Ethical Fashion” è un progetto nato dalla collaborazione tra Alta Roma e ITC – International Trade Centre, agenzia dell’ONU (UNCTAD) e del WTO – per  favorire la produzione e il consumo di moda etica di alta qualità, realizzata con il concorso del lavoro di comunità svantaggiate in paesi africani. Il progetto infatti coinvolge e sostiene le aziende del sistema moda che vogliono produrre moda responsabile in comunità dell’Africa sub-Sahariana, in modo da fornire un contributo concreto in termini di riduzione di povertà nonché di emancipazione e rafforzamento del ruolo delle donne, senza pero’  rinunciare al glamour dei prodotti moda.

Il progetto a 1 anno dalla sua nascita coinvolge piu’ di 700 microproduttori africani, per la maggior parte donne. Entro il 2009 i lavoratori coinvolti saranno  fra i 3.000 e i3.500  e arriveranno a 15.000 in un orizzonte temporale da 3 a 5 anni. Questa crescita deriva dalle numerose richieste pervenute dalle aziende italiane e internazionali che hanno aderito al progetto, richiedendo materiali organici o riciclati e soprattutto le capacità artigianali ed artistiche piu’ tradizionali dell’Africa, un continente che sin dai tempi delle avanguardie artistiche del 900 non ha mai smesso di affascinare i creativi di tutto il mondo.

Da un’indagine condotta nel 2008 (fonte: International Trade Center by Ethical Fashion Consultancy.ì; luogo: Gran Betagna):
Il 72%  ritiene che l’eticità dei prodotti sia importante (vs 59% nel 2007)
 l’interesse nell’eticità dei prodotti non sarà compromesso da una congiuntura economica sfavorevole
I consumatori  sono sempre più attenti all’impatto sociale degli abiti che acquistano. Il termine “Etico” per il 49% è associato al beneficio delle comunità coinvolte nella produzione, per il 43% a danni ambientali
Il 48% ritiene che i negozianti debbano indicare nelle etichette che i prodotti sono stati creati con standard etici (ovvero che non implichino lo sfruttamento del lavoro minorile)
Il 33% afferma che è disposto a pagare di più per abiti e calzature prodotte in modo etico
I giovani sono sempre più interessati ad acquistare prodotti etici. Nel 2007 erano il 60% quelli che non consideravano l’eticità come criterio di acquisto. Nel 2008 solo il 36%.
I più attenti alla moda etica sono i consumatori dai 55 ai 64 anni.

ETHICAL FASHION AD ALTAROMALTAMODA GENNAIO 2009
Nel 2009 Ethical Fashion diventa una vera e propria sezione all’interno della Manifestazione AltaModAltaRoma, grazie alla partecipazione di tre grandi stilisti africani: Silvia Owori dall’Uganda, Imane Ayissi dal Cameroun e Kofi Ansah dal Ghana.
I tre designer africani sfileranno sulle passarelle romane in una performance accompagnata da  Ballake Sissoko,  il più grande suonatore al mondo di Kora, arpa a 21 corde capace di produrre una musica tra le più belle e sofisticate d’Africa.

I tre stilisti lavorano con piccole comunità del Cameroun, Mali, Ghana, Uganda che producono tessuti e accessori. Utilizzando i materiali dei loro paesi d’origine producono una moda reponsabile, compatibile con l’ambiente, che contribuisce a ridurne la povertà e a fornire opportunità lavorative.
Silvia Owori presenta la sua ‘Uganda organic Collection’, sofisticati abiti in cotone organico arricchiti dalle spettacolari collane realizzate con coloratissime perle di carta, fabbricate da artigiane ugandesi.
Imane Ayssi presenta ‘Voodoo Mood’ una collezione che rende omaggio  alla spiritualità africana a alle sue tradizioni ancestrali, attraverso abiti che nella loro modernità diventano magici simboli di protezione.
Kofi Ansah presenta la collezione ‘Le eroine del deserto’, un omaggio alla natura nomade ed equestre delle tribù africane, interpretata in chiave contemporanea.

AltaRomAltaModa gennaio 2009 vedrà sfilare in Calendario anche il marchio italiano Nathu – che  fonde lusso e natura utilizzando tessuti biologici e naturali, ottenuti da fibre selezionate in diversi paesi del mondo ma esclusivamente ‘made in Italy’- interpretato da Carlo Contrada, giovane e affermato stilista.
Parteciperà anche Carmina Campus, di Ilaria Venturini Fendi, che presenterà nella sua boutique accessori, oggetti e arredi esclusivamente realizzati con materiali riciclati o di riuso, proponendo un approccio diverso alla creatività e al consumo.

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Articolo pubblicato da in data: 03.02.2009
Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2009