Milano Fashion Week: III giornata (1a parte)
di Simona Scacheri

Di sfilata in sfilata la moda milanese continua a sentire forte e chiara la presenza della crisi, un’ombra tristemente costante in ogni collezione e interpretata dai designers nelle più svariate formule: da chi sceglie rigore e austerità a chi reagisce con colore e lusso.

Di prima mattina parte Byblos, brand giovane e solido che trova nel suo direttore creativo Manuel Facchini una creatività vincente. “Il capo che più rappresenta la donna Byblos, ma oserei dire anche il brand Byblos stesso, è proprio questa nuova lavorazione della maglia. Appaiono sui capi delle sorte di piccole piramidi e se a un primo sguardo la donna sembra indossare una corazza, i materiali leggeri quali seta e cachemire rendono la maglia impalpabile”. Così descrive lo stilista la sua creazione più forte dell’AI 2009/2010, e aggiunge: “Ho creato una donna che definirei digitale, che indossa queste maglie tridimensionali mai viste fino ad ora. Ciò nonostante la donna Byblos mantiene fede anche alla sua personalità di sempre: decisa e forte, ma dalla natura romantica e femminile”. Il parterre vede una bellissima Martina Stella sorridente tra le spettatrici vip del defilé. E sulla passerella è di scena uno stile 3D che evoca il mondo dell’aviazione, con colori sobri e delicati dettagli di romanticismo che contrastano le forme rigorose dei capi.

 

Ai piani alti del Milano Fashion Center sfila Ermanno Scervino che afferma: “La crisi va affrontata a colpi di creatività e non certo presentando capi mesti” e affida ad Elisabetta Gregoraci l’ultima uscita del defilé. Il marito, Flavio Briatore, siede in prima fila per assistere allo show.

C’N’C di Costume National sceglie una musica elettronica cantata e suonata dal vivo come sfondo dello show, di suggestivo impatto. Ennio Capasa si ispira alla Plug Generation e presenta dei biker metropolitani “in sella al presente che si lanciano nel futuro come una scintilla”. E la donna di C’N’C inizia la sua passerella presentando prima colori soft: nero e grigio dominano la prima parte della sfilata che sorprende in un secondo tempo con dettagli di colore; blu cina, rosso lacca o purple, colori che sul finale tingono i capi di allegra raffinatezza. La sera di Capasa è sparkling, glitterata e di eleganza futuristica. Volumi eccessivi, cuciture a vista, asimmetrie e tratti sartoriali catapultano lo spettatore nel mondo C’N’C dal quale anche questa volta non si resta delusi. Vivo e chiaro lo sguardo al futuro.

La kermesse arriva ai Big tanto attesi dagli estimatori di tutto il mondo. Giorgio Armani sceglie una donna sexy e chic, che guarda agli anni ’80, ignorando le gerarchie del vestire canonico a favore di una seduzione mai scontata e in continuo movimento. Gianfranco Ferrè affronta il momento economico difficile per l’azienda con la seconda collezione disegnata dagli stilisti Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi che portano sulla passerella una donna dalle sfumature dark, molto sofisticata.

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