Milano Fashion Week: III giornata (2a parte)
di Simona Scacheri

Fuori dal calendario moda ufficiale, come ormai di consueto, sfila al Metropolitan D&G che per l’occasione trae ispirazione dalla Traviata e trasporta la donna D&G al 1953, sul palcoscenico del Teatro La Fenice di Venezia. Una donna che non può passare inosservata.

Per Debora Sinibaldi arte e moda vivono un’armoniosa sinergia alla fondazione Mazzotta. Al centro della sala, ahimè, di piccole dimensioni, un’installazione sonora accompagna le uscite del defilé. La contaminazione con il mondo dei volatili viaggia sul binario parallelo del robotico. La collezione mostra il nero, le piume e un copricapo che fascia la testa quasi a dover proteggere la mente dalle aggressioni esterne. I colori del blu e del verde mixati insieme con stampe o piume presentano la donna “pavone” che veste tessuti leggeri e fluenti. Ma a contrasto le piume pesanti e corpose del corvo evocano una donna forte e razionale che guarda al futuro e indossa i panni robotici di un androide.

Christopher Bailey per Burberry riparte dalle grandi icone storiche del marchio per “unire il passato e il presente utilizzando l’iconografia Burberry con una collezione che rispecchia i nostri punti di forza, la nostra tenerezza e le nostre contraddizioni”. Immancabile il trench apre il defilé e assume la forma “a mantello”, ma anche il cappotto si trasforma e termina con una gonna intera che si muove e ‘balla’ ad ogni passo. Il soprabito non copre, ma veste e dona eleganza anche nel corso dell’inverno a discapito della tendenza che identifica il freddo come scusa alla mancanza di stile. Non mancano neppure il tweed, il tartan e il gessato. L’extra large dà vita a mise dal taglio maschile oversize, i volumi eccessivi e le pellicce selvagge contribuiscono a creare l’immagine della donna Burberry. Anche l’accessorio respira aria nuova in questo show e non perde il suo ruolo da protagonista grazie alle borse extra big e ai colli di pelliccia con interno in tweed. La vita si stringe e la gonna sembra ancora più larga ed evoca i tempi della “corte metropolitana”. Uno show in cui il vero spettacolo è l’abito.

Colore, movimento e sensualità ancora una volta varcano la passerella di Alberta Ferretti, fine conoscitrice del gusto femminile che sa interpretare e mettere in scena sul carpet. Nella suggestiva location di palazzo Senato, la stilista presenta la sua donna AI 2009/2010 mai scontata o banale pur restando fedele a se stessa. I colori della terra vengono mischiati con accostamenti imprevedibili ed efficaci al purple o al blu. Le trasparenze danno dinamismo e seduzione mentre la sera gioca con le stampe e i materiali con effetti inediti di estrema efficacia. Il gioiello decora le spalline con cristalli, perle e metalli e ancora veli di tulle, seta dorata e pelliccia arricchiscono una collezione già incredibilmente ricca di suo per la raffinatezza e la bellezza dei capi.

Dai colori accesi al minimalismo essenziale e rigoroso di Jil Sander, capace di studiare la linea al punto tale da scovarne nuovi tratti e declinazioni fino ad ora mai percorse. E ancora Jo No Fui presenta la sua collezione invernale, ormai la penultima della giornata.

Ma le sorprese non sono ancora finite e quando la vista ormai si appanna a causa della stanchezza e del tram tram modaiolo, Gabriele Colangelo risveglia gli sguardi e, è il caso di dirlo, rapisce l’anima. Alla sua seconda sfilata personale di Milano Moda Donna Colangelo percorre un’ascesa inarrestabile dettata dal suo innovativo talento che lo consacra quale giovane designer tra i più promettenti della moda italiana. E dopo la sfilata la realtà pare aver già superato le promesse. Grafismo pronunciato che porta il disegno in primo piano, giochi di materiali minimalisti, purismo sartoriale. La donna Colangelo vive un nuovo concetto di eleganza dettato dalla linearità verticale, le pieghe e i tagli al laser. Al nero dominante nella collezione, lo stilista applica Swarovski, plissè, ricami e satin. La ricerca compiuta dallo stilista è palpabile in ogni singolo dettaglio della collezione che vede unite tradizione sartoriale con industrial design. La moda italiana può dire di aver un nuovo volto pronto a dare lustro e rinnovata creatività al Made in Italy e in periodi come questi, un sorriso ottimista affiora chiudendo la giornata positivamente.

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