“Doppio” evoca la capacità, che è propria del doppio, di aggiungere valore, opportunità, significato e, perfino, utilizzo, e “gioco” descrive la volontà di essere su due piani, su due tavoli, su due lunghezze d’onda.

Così questa collezione è un’espressione doppia che raccoglie forme classiche e sovrapposizioni, pensate, disegnate e realizzate in modo da creare a volte contrasti, altre volte continuità, spesso novità: nuove forme, nuovi volumi, nuove silhouettes.

Ecco, allora, la giacca “Torero Moschino” che sa diventare un giubbotto biker ricamato con piccole spille da balia, borchie e bottoncini metallici o trasformata in un trench decorato da ricami applicati di pietre nere.

Ma anche il cappotto lineare, classico, che il tessuto maschile rende asciutto e pulito, sovrapposto da una nuvola di organza, nero su blu, per trasformarsi nel suo doppio dal volume nuovo, diverso ed esaltante. E la giacca iper-femminile avvitata, dove l’organza diventa il doppio staccabile per dar vita a un’operazione di aggiunta che, vista nel suo doppio, può anche essere di sottrazione. Perché qui il volume è una scelta, doppia, di opportunità.

Così vivono anche gli abiti. Con applicazioni di fiori rossi ricoperti di plumetis o chiffon nero o con applicazioni stampate con effetto tridimensionale.

Doppi, infine, sono i significati della giacca da cavallo o la redingote in pied-de-poule e i loro pantaloni da cavallerizza di organza trasparente e nera: contenitori moderni di un contenuto classico. Così come è la struttura rigida di tulle nero che contiene la borsa di pelle nera.

Un “Doppio Gioco” come sintesi di una doppia capacità di ottenere il risultato che si è immaginato e pensato. E quindi, voluto.

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