Milano Fashion week: IV giornata (1a parte)
di Simona Scacheri

Ritmo sempre più incalzante e frenetico in questa quarta giornata della moda milanese. In aggiunta al calendario fitto di appuntamenti che include sfilate e presentazioni a gogo, sfila anche per le vie del centro il festoso carnevale ambrosiano, coprotagonista del “blocco della città”. E se a carnevale ogni scherzo vale… Come stupirsi dello sciopero indetto oggi dai vigili urbani di Milano?  Ma tra clacsons infuriati e code qua e là, la giornata procede a vele spiegate.

Bottega Veneta parte energicamente e mette in luce un ritorno alla diva di un tempo: un’eleganza estrema che punta alla perfezione.
Totalmente diversa la donna di Paola Frani che sceglie un’immaginario electro-chic decorando gli abiti con dettagli metallici, cristalli e paillettes, must di stagione per molti designers. L’aggiunta di capi in pelle, catenelle in bronzo, frange scintillanti di sfondo ramato ricrea un’allure eighties per uno stile deciso e audace. Nelle scarpe gioielli a forma di rosa, refrain che si ripete nelle fibbie delle cinture o nei ricami e nella maglieria. E la rosa vive anche un processo di astrazione nelle opere video dell’artista Pipilotti Rist. La vita e le spalline sono segnate e le gonne fasciano i fianchi a sostegno delle curve femminili.

Sulla sfondo di Blumarine si vede una ripetizione grafica di Anna Molinari in versione Andy Warhol. Il parterre della sfilata ospita anche quest’anno la stampa al gran completo, sia italiana che internazionale, e non si fa mancare ospiti vip all’evento quali Elena Miglio e la bellissima Manuela Arcuri. L’animalier tipico del brand apre lo show offrendo una versione “double” con abito e cappotto di diversa fantasia leopardata. E se la stampa animalier è dipinta con colori pastello che si aggiungono alle consuete “macchie feline”, il cristallo dona luce (tanta!) ed eleganza alla donna di Anna Molinari. Collane di cristalli, bracciali di cristallo e ancora cristalli applicati agli abiti nelle composizioni più svariate, garantiscono alla donna Blumarine lo sguardo altrui anche quando si indossano dei semplici jeans e t-shirt. I cristalli, però, non temete, sono rigorosamente finti dal momento che raggiungono anche 3/4 cm di diametro il che rende il lusso presentato nella collezione abbordabile e non impossibile. E il fiore tipico della griffe assume una nuova vita grafica a conferma del gusto per moderno, ma nel pieno rispetto della propria storia, ben viva in questa collezione AI 2009/2010.

Grazia Malagoli per SportMax trae l’ispirazione sfogliando libri degli anni ’40, come spiega: “La collezione racconta di una donna decisa, dotata di una femminilità fresca che non cade nell’aggressività. Al contrario l’obiettivo è quello di recuperare la femminilità degli anni ’40 che viveva di silhouette scultoree e marcate”. E aggiunge: “ Alla base della creazione c’è molta ricerca tecnica come ad esempio nell’abbinamento che affianca l’organza alla pelliccia”. Così a seguire la passerella mostra uno stile costruito, preciso e prezioso. Abiti di ispirazione hollywoodiana, pelo lungo e selvaggio abbinato alla maglieria a fondo manica o a chiudere la parte finale del cappotto. Le spalline guardano all’insù anche in questo caso, le gonne sono longuette fascianti e i cristalli hanno diverse dimensioni, ma sono presenti all’appello. Meravigliosi i risultati ottenuti con i tessuti del duchesse  e doppi cady.

Si volta pagina da Emilio Pucci, in tutti i sensi. Peter Dundas, nobile della famiglia reale norvegese, prende le redini della direzione creativa della maison condotta fino alla stagione precedente da Matthew Williamson e cambia orizzonte. Lo stile del nuovo Emilio Pucci si discosta molto dal “vecchio” Emilio Pucci dando il via alla querelle: giusto o sbagliato? E gli “opinionisti” iniziano a trovare pane per i loro denti.

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