Milano Fashion week: IV giornata (2a parte)
di Simona Scacheri

L’arte ispira la collezione di Iceberg che guarda con ottimismo all’inverno 2009/2010. La pelliccia acquista un volume monumentale di carattere scultoreo e si tinge oltre che di nero corvino di rosa shocking tendente al fucsia per una mise che sa di esplosione briosa. Le stampe traggono ispirazione dalle forme di Ettore Sottsass e Giacomo Balla ad unire due arti e due culture diverse che trovano nei capi dello stilista Paolo Gerani una sinergia insospettabile. Bellissima la maglieria che partendo da questa basi artistiche avvolge il corpo dando una pienezza geometrica sinuosa e importante, mischiando la struttura tridimensionale alla tradizione del “fatto a mano”. Ma oltre alla maglieria, il leit motiv protagonista della sera unica e indimenticabile di Iceberg è la squama di plastica che decora i capi e si tinge di colori accesi quali il rosso rubino. Non mancano capi meno “pieni” come gli abiti in maglia sottile e leggera con stampa grafiche di carattere e fascino retrò. Un “boom” simbolico ha accompagnato l’uscita di ogni capo, tanta è stata la forza di ogni creazione presentata.

Moschino inventa e sorprende, la collezione riporta l’attenzione sul talento consueto della designer, Rossella Jardini.
Con Albino l’ispirazione ci porta sul treno dell’Orient Express per un viaggio dal retrogusto misterioso, trait d’union anche per la collezione di gioieilli “Faunesque” dal gusto onirico e surrealista. Il gioiello eccessivo e voluminoso contrasta con i capi lineari e rigorosi, espressione geometrica di eleganza. Morbidi e fluenti drappeggi avvolgono le silhouette delle modelle, trasparenze brillanti e glitter lasciano intravedere la pelle e ancora satin lussuosi e corposi proclamano l’eleganza intensa di Albino. Il defilé è breve, ma intenso e punta sulla qualità d’essenza e non sulla quantità confusionaria.

I flash dei fotografi impazzano quando dalle porte della sede di Krizia entra lui, CSI in carne e ossa ovvero il bellissimo Gary Durdan, protagonista delle serie americana che ha riscosso grande successo. E se nel parterre oltre ai personaggi dello spettacolo, siedono firme del giornalismo importanti come Anna Piaggi, in cappotto giallo e ventaglio multi color alla mano, sulla passerella sfila un’eleganza “altermoderna”. Materiali differenti, sovrapposizioni e contrasti di tessuti formano peculiari dettagli di unicità per la donna di Krizia che vuole guardare alla modernità, pur se differente. Mariuccia Mandelli, ovvero Krizia, ridisegna gli animali sulle maglie o sulle borse a testimoniare ancora una volta una contemporaneità che non perde di vista le origini.

Giri di valzer o meglio di stile per la donna Gucci dell’ormai affermatissima Frida Giannini e di Luisa Beccaria che sceglie di presentare un abito speciale a cui dà il titolo di “amica”, da conservare gelosamente, seppur in un armadio.
E Brioni omaggia la sartorialità sopra ogni cosa, la qualità del tessuto forma il concetto stesso di eleganza senza tempo in passerella. Nuovi i volumi che giocano con ispirazioni all’antico Giappone, ma ciò non deve far distogliere il pensiero dal Made in Italy, che trova in questa collezione una sua espressione finissima. E se la donna di oggi è sempre più impegnata e dedita alla sua professione, la griffe pensa proprio alla donna moderna cercando di darle tutto quanto serve: raffinata eleganza in tessuti di visibile qualità con strutture morbide, ma moderne. Il cachemire, seppure declinato con altri tessuti, vive da protagonista assoluto dello show.

Alessandro dell’Acqua ha il compito di intrattenere gli ultimi ospiti, stanchi dalla giornata di mondanità in via di conclusione e lo fa con il suo indiscusso talento. Parte dai ritratti di Bill King, grande fotografo degli ani ‘70 e ricrea la donna dei suoi scatti: il mondo è fermo, ma la donna si muove e muove il mondo stesso e nel mentre, mantiene la sua bellezza selvaggia e intatta. La pelliccia a pelo lungo consacra la “wild couture” dello stilista che unisce basi primitive a dettagli contemporanei. Di scena anche il pizzo abbinato con materiali lontanissimi tra di loro: dal tessuto tecnico alla pelliccia di visone selvaggio, castoro o volpe della Patagonia.
Di estrema bellezza la rete metallica in lurex a maglia larga che evoca il Medioevo di Giovanna d’Arco, ma solo se interpretata da Milla Jovovich. Tessuto cardine la georgette quadrupla consistente, ma leggera nel peso. Le scarpe sono ancora una volta altissime con tacchi sottili in metallo, il plateau è nella punta ma non si vede. In contrasto con la tendenza che proietta tutti nel futuro, Dell’Acqua torna al primitivo, e lo fa con grande successo.

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