Milano Fashion Week: V giornata.
di Simona Scacheri.

Se le spose bagnate sono fortunate, lo stesso discorso non vale per il popolo della moda milanese che vive con insofferenza la pioggerellina della quinta giornata e non solo a causa dei capelli che si arruffano! Battute a parte, si inizia di buon’ora anche oggi con alcuni defilé tra i più attesi in assoluto.

Angelo Marani mischia il rock dei grandi artisti con il Settecento francese, periodo storico indimenticabile. “La prima ispirazione è nata guardando le copertine degli LP anni ‘60/ ‘70 per poi arrivare al ‘700 francese e creare dei capi molto vicini a quell’era. Le passamanerie caratterizzano la collezione così come i broccati o le mostrine, ma l’insieme finale è di grande raffinatezza e carattere”. Così descrive le sue creazioni lo stilista che porta in passerella il rock di nero vestito, con borchie dorate sulle scarpe, forti contaminazioni rococò e dettagli di carattere aristo – rock. I merletti pizzati completano giacche nere, corte, con spalline pronunciate; i bottoni dorati ricordano le divise dell’esercito francese e i broccati mischiati a tessuti più aggressivi creano un’insieme visivo pieno. I jeans sono decorati con toppe glitter e abbinati a miniabiti con strisce di tessuto leggero a formare strascichi che completano la mise della “principessa Marani”, con una delicata corona sopra la testa. Il connubio tra lo spirito libertino francese e l’anima aggressiva del rock dà vita ad una donna completa, che non intende rinunciare all’animalier, alla nappa ma neppure ai pizzi o ai merletti. A vedere la sfilata in prima fila Fabrizio del Noce.

Affascinante ambientazione invernale per Mariella Burani che fa uscire le sue modelle da un bosco spoglio con una “nebbia fumosa”, radente la passerella. Il parterre ospita numerosi vip che danno da fare ai fotografi: Ezio Greggio vestito elegantemente siede in prima fila, Valeria Marini commenta lo show insieme a Jo Squillo e non mancano all’appello neppure le “bellissime” di turno tra cui Miss Italia 2007, Silvia Battisti. La sfilata apre con il bianco, a dar il via ad una collezione che predilige colori equilibrati e eterei quali il bianco, il nero e marroni e grigi per il giorno.
Il tessuto è un inno ala lavorazione artigianale con ricami sui pantaloni o sulle giacche a sfondo neutro che donano un’eleganza coinvolgente. Pelliccia e piumino scaldano la donna di Burani che non pensa solo alla sera, ma sceglie anche una mise per il giorno che la stilista offre con pellicce maculate, piumini delicati ed elegantissimi cappotti dai materiali importanti. I dettagli non mancano e si vedono orecchini indossati solo da un lato, calze animalier, guanti e qualche fiocco qua e là. La donna Burani sceglie la varietà, mischiando sapientemente il giorno con la sera e viceversa, le mise presentate seguono abilmente le nuove esigenze delle donne, spesso indaffarate, e portano in scena una collezione che ne ha per tutti i gusti.

Impeccabile la sobrietà di Ter et Bantine. La regia della sfilata crea la variante di una passerella orizzontale che permette agli spettatori una nuova prospettiva di visione. Manuela Arcani da sempre segue linee semplici e pure per il brand e in tempi di austerity il suo stile trova lo spazio per continuare una strada che percorre da tempo. Sguardo agli anni ’80 e ’90. I miniabiti dalle linee essenziali sono abbinati a scarpe basse o alte a mocassino, con taglio maschile. La costruzione dei capi avviene con rigore e segue decorazioni volumetriche basate sulla geometria di forme: dischi e squame donano un’allure costruttivista alla collezione. E se lo show ricorda il neorealismo nei suoi richiami scenografici, non mancano dettagli “civettuoli” quali frange di paillette opache e abiti corti a completare il quadro di una collezione sincera.

Fuori dal calendario ufficiale della moda oggi non sfila solo Pringle of Scotland, ma anche Love Sex Money, che per il primo anno, per problemi di calendario con la Camera della Moda, si discosta dalla manifestazione ufficiale. “Ma oggi non voglio fare polemica, sicuramente posso dire che sono contenta della mia scelta” afferma Lorella Signorino a fine sfilata a commento del successo riscontrato. E in passerella si vedono i capisaldi della storia del brand coniugati con le tendenze contemporanee, senza però divisioni nette in temi prestabiliti. “Ho scelto di mostrare abiti adatti anche alla quotidianità della donna moderna”, commenta la designer. E quindi spazio ai volumi tridimensionali, alle spalle a nuvola e alle forme lievi. Angora, seta metalizzata oro e illuminazione argentata trasformano gli abiti in sculture. Refrain della collezione i bracciali, rigorosamente in gruppo e di diverse fantasie e materiali. L’accessorio è ricco e presenta ancora i guanti senza dita, i fiocchi e le gemme mescolate ai tessuti. Le piume corpose e decise vivono nei cappotti: nere degradanti nel verde. E se la sera ripropone le paillettes, Love Sex Money sceglie il glitter non chiassoso eliminando l’effetto “lustrino”.

Ma questa domenica di moda non si ferma qui e passa sulle passerelle delle maison più importanti a partire da Marni che conferma la scelta di linee sobrie sui materiali pregiati, Antonio Marras con uno stile più portabile del consueto e Roberto Cavalli che dà grande importanza all’accessorio.
Etro parte dai mosaici bizantini e ravennati per la sua collezione, Maurizio Pecoraro predilige i toni rigorosi, mentre Cristina Ortiz per Salvatore Ferragamo presenta una donna misteriosa e seducente. E se Aquilano e Rimondi confermano la tendenza degli abiti scultura, con dettagli in 3D e strutturalismo in primo piano, Prada, controcorrente, decide di tornare al tailleur affrontando la crisi con una collezione che strizza l’occhio al commerciale, ma che non perde in creatività e unicità, come solo la regina della moda sa insegnare.

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