Agatha Ruiz de la Prada, sempre influenzata dall’arte, dedica questa collezione a Dalì e ai pittori surrealisti: Tristàn Tzara, Meret Oppenheim, Chirico, Magritte, ManRay… Di tutti questi artisti coglie idee, motivi e materiali da applicare alle sue creazioni.

Viene presentata così una collezione sempre ricca di colore, ma anche molto originale, insolita perfino per la stilista stessa.
Le sue icone sono infatti relegate a un piano secondario, escluso il cuore, che si ripresenta in grandi applicazioni o a sostituzione della firma della designer.

Questa collezione trae spunto dal passato, reinterpretando le più famose creazioni della stilista spagnola, come il “vestito piano”, il “vestito gabbia” e il “vestito ombrello”: abiti che furono esposti alla Triennale di Milano e in molti altri celebri musei in Europa e in America.
Così, ad esempio, si potrà riammirare Il suo celebre “vestito a parete”, semplice e lineare, che in questa occasione viene arricchito da una cascata di fiori e cuori; o il “vestito gabbia”, che contrasta invece il classicismo della sua linea “Balenciaga” con un accento tridimensionale dato dalle stoffe olografiche con cui è realizzato.

Agatha Ruiz de la Prada veste una donna enigmatica e intellettuale, una donna pensata proprio per il surrealismo, nata dall’insieme di tutti gli elementi che definiscono questa corrente. Attraverso la maestrìa di questi artisti, i simboli più essenziali, si trasformano, sui suoi abiti, in immagini ricche di storia e di valore: l’uovo, la sirena, l’occhio, la gabbia, il bacio, il cuore sono solo alcuni di questi.

La donna di Agatha Ruiz de la Prada è talmente poliedrica che può essere allo stesso tempo sia una donna-ombrello, sia luna, che pesce, che strumento musicale, sia una bellissima donna vestita di raso argentato, costellato di cuori, per le più fastose occasioni mondane.

Gli abiti sono realizzati con i tessuti più disparati, da quelli più classici ed eleganti, come la seta, la garza, il velluto e la lana, a quelli più moderni come i materiali metallizzati (olografici, vernici o trapuntati). Completi in vernice trapuntata, anche questi ricchi di cuori, vengono presentati, anzichè addosso alle modelle, appoggiati sugli attaccapanni.
Senza dimenticare la pelliccia ecologica – astracàan, cavallino ed altre ancora – grande protagonista di questa collezione, utilizzata per realizzare sia particolari applicazioni, sia interi abiti.
Scelta non casuale quella dell’uso di questo materiale, per sottolineare l’attiva militanza ecologista della stilista spagnola.

Per quanto riguarda gli accessori, seguono sicuramente il mood surrealista di tutta la collezione: “borse cerniera”, “borse muro” o con grandi chiome, si affiancano a scarpe altissime, con zeppe o plateau, realizzati con gli stessi materiali degli abiti.

Nella commemorazione dei vent’anni della morte di Dalì, che lui stesso avrebbe misurato con il suo noto orologio deformato, Agatha Ruiz de la Prada esprime, tramite questa sfilata, la sua ammirazione, non solo per questo geniale pittore spagnolo, ma per il surrealismo in generale e tutte le sue sfaccettature.

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