Alex Turco si racconta a Sfilate.it. L’artista che ha lasciato l’Italia per trovare la fortuna in America, a Miami per l’esattezza.
Un designer di successo che ha ancora tanta nostalgia del suo paese.
Ne parliamo con lui…

È sbagliato Alex definire le tue gallerie come una sorta di “sartoria dell’arte”?
E’ sbagliato definirle gallerie. Ho sempre voluto e desiderato andare contro corrente su questa denominazione dei luoghi che ospitano i miei art works.
Interessante e stimolante definirle “sartorie dell’arte”! Amo lavorare su customizzazione, adoro accontentare il cliente e rendere reale il suo desiderio,
almeno tramite l’arte che mi commissiona, che entrera’ a far parte della sua quotidianita’.
Essendo anche da sempre appassionato di moda il link vivo ed evidente tra la mia arte ed il fashion mi porta a volte a pensare di “cucire e ricamare” un pannello mentre lo creo!

Cos’hanno di innovativo ed unico i tuoi ‘decorative art panels’?
Sicuramente il mix innovativo della tecnica con cui li creo, ma ancor di piu’ l’idea di viverli come un oggetto d’arredamento, come un abito di alta moda da indossare alla pareti di spazi pubblici e privati. Ritengo molto innovativo il concetto e la vision del nostro brand piu’ che il prodotto in se stesso!

Le tue opere si dividono in Waterproof e Canvas. Differenze di lavorazione.. e in quali ambienti si adattano meglio, valorizzandoli maggiormente?
Sono due prodotti molto simili a livello di tecnica ma da noi volutamente concepiti per vivere separati.
I Canvas Art Panels sono il primo prodotto che ho concepito, qualcosa di insostituibile e che mai abbandonero’, opere in cui spendo piu’ attenzione nella lavorazione e dove la sperimentazione dei materiali da includere nella resina mai finira’. Ma non e’ il prodotto che mi permetteva di realizzare il mio sogno artistico/imprenditoriale.
Tanti sono stati gli esperimenti negli ultimi anni a livello di trasposizione artistica, passando dalla moda alla tecnologia, ma i Waterproof art Panels sono stati la luce che ha illuminato il mio cammino artistico e l’energia che ancora oggi dà linfa alla mia creativita’, alla mia immensa voglia di invadere spazi non convenzionali (spa, pools, out door living, hotels, ristoranti, yacht, navi da crociera …) creando e suscitando un interesse forte in primis nei piu’ grandi studi di interior design al mondo e infine all’end user che le compra.

In che senso possiamo parlare del committente delle tue opere come parte attiva del processo di creazione?
Tutto desidero sia possibile, in termini di colori, finiture, dettagli, dimensioni …. voglio che il cliente sia protagonista.
Ormai lavorando coi piu’ grandi architetti e designers al mondo devi davvero ‘azzeccare la loro idea’, devi capire le loro scelte ed esigenze e nello stesso tempo eccitarli e renderli soddisfatti di averti scelto.
A volte il processo di realizzazione e’ molto lungo, produciamo molti samples alla volta fino ad intenderci e ad entrare in sintonia, per far vivere la mia opera armoniosamente all’interno dello spazio da loro disegnato.

Hai mai creato opere particolari su richiesta di personaggi famosi.. del mondo della tv, cinema o della musica. Puoi parlarcene?
Molte …. fino a farmi venire la nausea ! Diciamo che non ammiro molto il mondo del jet set, soprattutto quello italiano.
Tra i nomi piu’ importanti a cui ho fatto dei portrait e di cui vado fiero ci sono i volti di Giorgio Armani, Pharell Williams e Eva Mendez.

Dal 2009 sei presente anche, oltre che a Milano, con una bellissima Flagship Store a Miami. Com’è nato il desiderio e la voglia di trasferirti in America e come mai proprio la Florida e Miami?
Il desiderio di essere un art designer internazionale e’ sempre stato molto vivo. Ora stiamo lavorando davvero quasi in tutto il mondo, mancano pochi paesi dove non siamo ancora presenti. Stiamo iniziando partnership molto interessanti in India, Russia e Medio Oriente.
L’Italia e Milano rimarranno sempre un nostro hub, il piu’ importante dopo gli USA. Non voglio abbandonare le origini e ritengo fondamentale portare il tricolore con noi.
Certo e’ che come dico sempre i sogni in Italia non si possono realizzare, soprattutto in un momento sociale/economico come questo, il talento purtroppo non puo’ essere premiato per diversi motivi di cui penso non tutti ne siamo a conoscenza.
Che dire… Stati Uniti? Miami? E’ stato amore a prima vista, e’ stato un sogno che in 10 lunghissimi anni ho voluto piano piano realizzare.
E’ il mio paradiso, forse non riempio una mano, se voglio contare le cose che non mi piacciono di questa citta’ e della semplice ma bellissima vita che qui conduco.
E’ casualmente diventata una meta importantissima per l’arte e per il design, ricordo i primi anni del 2000 quando venivo in vacanza qui a Miami, non era assolutamente cosi’ elevata la concentrazione di interesse per i mondi in cui gravito oggi.
A Miami vedo il futuro sia professionale che lavorativo. C’e’ tanto ancora da fare e da costruire, c’e’ tanto in cui credere e questa e’ l’energia di cui necessito.
In questi precisi mesi i quartieri di Wynwood, Midtown e Design District stanno esplodendo .. non ricordo mai di aver visto cosi’ tanta voglia di creare!!

Quanto è importante il mercato Americano per il tuo lavoro?
Fondamentale, oggi e’ il 60% del nostro fatturato ed e’ il mercato che ci permettera’ di crescere e di portare l’azienda dove noi tutti della crew sogniamo!

Quanto è ancora apprezzato all’estero il ‘made in Italy’ e quanto tieni alle tue origini e alla tua italianità?
E’ molto apprezzato, ma sta in noi giovani ora cercare di non farlo sfumare. Voglio dare a mio figlio la stessa fortuna che ho avuto e sto avendo io.
Essere italiani e’ un orgoglio enorme, essere stati trascinati a fondo per colpa della nostra politica un po’ meno.
Ma e’ un ciclo .. gli italiani avevano anche, diciamo, perso le buone abitudini nell’ultimo decennio, quindi una pulizia ci stava tutta!
Pero’ essere guardati con un occhio di riguardo sempre, qui in America e in tutto il mondo, perche’ si e’ italiani non dobbiamo farcela rubare. E’ una fortuna.

Hai realizzato tutti i sogni che avevi da ragazzo?
Ho appena iniziato. Sogno ancora nel dormiveglia!

Le prossime tappe. Progetti da realizzare a cui ti dedicherai?
Ne abbiamo tanti.
Sicuramente il piu’ impegnativo e’ costruire nel piu’ breve tempo possibile la nostra rete di distribuzione mondiale,
e far riconoscere il mio nome come un brand e non come un artista. Una mission molto inedita e inusuale ma e’ quello in cui fermamente credo.
A livello di prodotto c’e’ tanto ancora da fare con i Waterproof Art Panels prima di inventarne un altro, sto lavorando su diversi effetti e finiture molto innovative.

Ma un’idea che sconvolgera’ molto il nostro operato e’ in imminente arrivo … vi svelo intanto il suo bellissimo nome, DEEP ART ……… stay tuned!!
Intervista di Stefano Recchia.

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