“Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma”
(Bruce Chatwin)

L’uomo Missoni è cittadino ma con lo spirito di un nomade appassionato, di un esploratore coraggioso, è un cultore dell’anatomia dell’impazienza, un ricercatore dell’altrove del mondo; traccia mappe complesse dei luoghi del cuore. Guarda lontano, colleziona emozioni e memorabilia, sovrappone souvenirs, grandi classici e teneri ricordi che miscela nel suo guardaroba, trasforma in classici stanziali i tanti segni itineranti.
La collezione di tessuti etnografici raccolti con passione dai Missoni, ha permesso la riscoperta di denim e chambré patchwork, gabardine Africa delle divise autarchiche, tessuti della grande tradizione inglese: tartan, principe di galles, spinati in seta e lino; preziose garze di seta incrostate in lurex, maglie talismano con intarsi di vipera, tele da lavoro di tutti i mestieri del mondo. Lini e cotoni lavati, svuotati,
polarizzati, scavati, stropicciati dal sole, consumati dal sale, che parlano di avventure e bellezza, di paesi lontani in urbane vicende quotidiane diventando mappe di tesori, “CARTE DU PAYS DE TENDRE” come i portolani che le dame “Preziose” regalavano ai loro amanti per farli giungere salvi al loro cuore.
Linee e forme brevi, accostate, veloci, compatte, eleganti, semplici, sempre preziose, sapienti, misurate e pensate. Giacche destrutturate rifinite da nastri, pantaloni generosi che svelano segreti intensi colori.
L’azzurro profondo arriva dagli abissi, i celesti accattivanti dai tropici, il marrone intenso dalle vette più impervie, il sabbia da tutti i deserti del mondo, verde speranza da pianure e risaie, beige e grigio dalle
terre di mezzo, bianco totale dall’Antartide, un po’ di arancione tra Cina e Corea del giallo limone vicino a Timbuktù e vintage rosa dall’isola di Pasqua. Tutto velato, soffuso, coperto dalla polvere dei viaggi.

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