La prima grande azienda di moda ad abbracciare la campagna di Greenpeace è stata Zara. Il gigante dell’abbigliamento low-cost si era impegnato appena un mese fa ad eliminare l’emissione di sostanze nocive per l’ambiente nella sua catena di produzione. Subito dopo Mango ha seguito il buon esempio e oggi la terza grande azienda a prendere l’impegno per salvaguardare l’ambiente è l’americana Levis.

Il movimento ambientalista Greenpeace in pochissimi mesi è riuscito a generare una sorta di coscienza ecologica nelle grandi multinazionali della moda, poco alla volta sempre più consapevoli dell’impatto ambientale che gli scarichi di produzione hanno.

Se pezzi grossi del retailer come Zara, Mango e Levis si impegnano a “ripulire” le loro catene di produzione dagli agenti chimici avvelenatori, c’è da sperare che altre aziende come H&M e Gap seguano l’esempio, facendo diventare standard i nuovi regimi di produzione “toxic free”. Naturalmente questi accorgimenti non saranno risolutori dei problemi ambientali in generale, ma sicuramente sono indicativi di un passo importante preso nella giusta direzione.

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