E’ Confindustria Veneto a scrivere a Giorgio Armani, Con Bocchese che chiede a Re Giorgio di diventare il console del sistema moda nel prossimo Governo.
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«La politica e chiunque ci governerà non può esimersi dal prendere in seria considerazione i rischi che vive il sistema tessile moda. Per il settore tessile-moda è fondamentale sig. Armani che una persona della sua esperienza e del suo carisma, riconosciuti nel mondo, prenda con forza e decisione posizioni pubbliche riguardo al nostro settore, da sempre trascurato dalla classe politica italiana, assumendo un ruolo di leadership» scrive allo stilista amato in Italia e nel Mondo.

La filiera moda è quella che sta a cuore a Confindustria e chi meglio di Re Giorgio potrebbe sostenerla e difenderla?

«È tempo che si inizi a pensare a una seria politica economica nei confronti di tutta la filiera della moda: è una necessità, e a questo punto anche un dovere per tutti coloro che fanno parte del settore. È il momento che i diretti interessati, portatori di esperienza concreta, diventino riferimento delle scelte politiche determinanti per il futuro del Made in Italy», chiosa Michele Bocchese, che insiste nel volere Giorgio Armani come portavoce per le aziende del comparto nei confronti del prossimo Governo.

«Facciamo appello alle sue parole quando dice – scrive Bocchese nella missiva allo stilista –  che non dare una mano a chi ne ha bisogno in questo momento storico sarebbe un suicidio».

In un momento così critico per il nostro Paese e per il Settore Tessile/Moda in particolare, aggiunge ancora, «è fondamentale  che una persona della sua esperienza e del suo carisma, riconosciuti in tutto il mondo, prenda con forza e decisione posizioni pubbliche riguardo al nostro settore, da sempre trascurato dalla classe politica italiana, assumendo un ruolo di leadership. Sarebbe estremamente utile – afferma – per tutti noi che facciamo parte di questo comparto che lei diventasse una sorta di Console del Settore Tessile Moda nel prossimo Governo (di qualsiasi colore possa essere) con l’opportuna influenza sulle decisioni e deleghe su questi temi che lei ben conosce. È arrivato il momento di mettere nero su bianco le criticità, le strategie e le necessità per riconfermare la produzione della moda italiana leader assoluta del mondo».

«Stupisce e spaventa che, in prossimità delle elezioni politiche, nessuno abbia mostrato un minimo di attenzione e propositività per un settore che da solo vale l’11% del valore aggiunto dell’intero comparto manifatturiero italiano, il 12% delle esportazioni nazionali, con un avanzo commerciale stimato in oltre 16 miliardi di Euro. Dobbiamo sottolineare, con stupore e enorme preoccupazione – conclude – che nessuno dei candidati a Primo ministro ha mai speso una parola di attenzione a questo fondamentale e trainante settore del mondo del lavoro italiano. Penso sia un errore gravissimo e credo che anche lei, signor Armani, condivida la stessa preoccupazione» queste le parti piu’ importanti, il monito che arriva dal settore tessile, e la speranza di un impegno politico maggiore verso il Made in Italy, amato ed apprezzato in tutto il mondo.

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