La sfilata di CHICCA LUALDI BEEQUEEN è un vero e proprio tributo alle forme.
Il prossimo autunno inverno 2013/14 vede come punti di partenza la geometria, il colore e la materia.

E’ l’essenzialità che cerca nel dettaglio la sua espresione, portandola ad una tecnica sartoriale per arrivare ad abiti costruiti come leggere sculture composte in un delicato equilibrio di accostamento tra textures e fasce di colori, dove l’occhio stenta persino a distinguere ciò che è cucito.

Due fonti di ispirazione guidano il percorso creativo di questa collezione: Rothko per il colore e la sinuosità delle opere di Vico Magistretti per tagli e linee.

La sartorialità della scuola italiana, il ben fatto come espressione di rivendicazione di una capacità tutta italiana nella moda e nel design che non subisce tempo, tecnologia o globalizzazione, ma rimane nostra espressione di tradizione e storia.

La “Semplicità e Purezza dei tagli” seguendo il credo che sia strumento di valorizzazione del ben fatto e della qualità dei tessuti.

Una moda facile, immediata ma non per questo meno gratificante. La sobrietà come approccio di eleganza, senza togliere alcun vezzo attraverso il colore, un tocco di femminilità dato da geometriche aperture sulla schiena o l’utilizzo di un macramè geometrico e moderno. Il tentativo di distacco da quel mondo troppo ostentato o stereotipato in cui non tutte le donne si sentono a loro agio nel vestire il quotidiano.

Colori morbidi, caldi come il blu cobalto, il rame e l’oro antico declinati in tessuti avvolgenti. Micro stampe pixel su cloqué, duchesse abbinata a visone, loden di lana abbinato a duchesse per rendere femminile anche il capo che nasce con un DNA più “sportivo”; maglie in yak, seta, cashmere lavorate in punti che evocano  linee e geometrie.

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