Lina Makhoul ha vinto la versione israeliana di ‘The Voice’ il talent show musicale che impazza in Israele come in qualsiasi altra parte del mondo. Lina , una giovane cantante nata nel sud del Libano, tanto bella quanto brava ha incantato il pubblico con una performance straordinaria, lasciando tutti a bocca aperta.
La Makhoul  ha solo diciannove anni ma una storia di dolore e di sofferenza alle spalle: è stata spesso vittima di episodi di razzismo e di emarginazione che non hanno mancato di riproporsi anche sul palco del talent.

Spesso all’indomani delle sue esibizioni la giovane cantante ha infatti dichiarato di essere stata vittima di molestie e di accuse in tal senso, probabilmente per via del suo credo religioso arabo-cristiano.

Ma non si è demoralizzata Lina, e seppur si trovasse per la prima volta sotto le luci dei riflettori, alla sua prima esperienza televisiva, ha tenuto duro, e ha battagliato per tre lunghi mesi contro gli altri concorrenti del talent musicale, determinati come lei a portarsi a casa l’ambita borsa di studio.

Ma nessuno degli altri giovani in gara è riuscito a risultare tanto convincente quanto la Makhoul che dopo aver esibito un repertorio che spaziava dalle canzoni pop di Whitney Huston, ai celebri brani dalla cantante araba Fayrouz (senza dubbio il nome di maggior rilievo della musica araba del secolo scorso) ha conquistato definitivamente il pubblico a casa e la giuria in sala, interpretando una struggente ‘Hallelujah’ di Leonard Cohen, un inno all’amore universale, alla vita, una canzone solenne come una preghiera.

La sua esibizione ha tenuto incollato davanti allo schermo oltre il 40% del pubblico israeliano che non ha avuto dubbi su chi fosse il talento da incoronare nell’edizione 2013 del talent. Lina Makhoul, che oltre alla gloria si è portata a casa un prestigioso contratto discografico e la possibilità di frequentare un’importante scuola di musica, ha festeggiato con i suoi amici e i suoi genitori, godendosi una vittoria che non è soltanto quella di una giovane cantante ma quella più significativa della musica sulle barriere culturali e religiose.

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