La Sindone di Torino, per tanti solo la Sacra Sindone, è un lenzuolo funerario di lino conservato nel Duomo di Torino, sul quale è visibile l’immagine di un uomo che porta segni di ferite e torture compatibili con quelli descritti nella Passione di Gesù.

Per secoli la chiesa ed i fedeli hanno identificato l’uomo con Gesù e il lenzuolo con quello usato per avvolgerne il corpo nel sepolcro.

Ma la sua autenticità è oggetto di fortissime controversie e ricerche.

L’autenticità della Sindone — vale a dire se essa sia o no il vero lenzuolo funebre di Gesù — è stata a lungo dibattuta: vi sono state dispute al riguardo già nel XIV secolo.

I numerosi studi scientifici eseguiti da allora non sono serviti a chiarire in modo definitivo la questione, ma solo ad accendere maggiormente il dibattito nel quale si “scontrano” studiosi convinti che la Sindone sia una reliquia e studiosi altrettanto convinti che invece sia un’icona, una raffigurazione artistica.

Se ci affidiamo alla scienza, la datazione radiometrica con la tecnica del carbonio 14, eseguita contemporaneamente e indipendentemente nel 1988 dai laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo, ha dato come risultato l’intervallo di tempo compreso tra il 1260 e il 1390, periodo corrispondente all’inizio della Storia della Sindone certamente documentata.

Inoltre la posizione del corpo non appare in linea con ciò che avviene in un cadavere.

Le mani sono sovrapposte sul pube, ma in un morto ciò non è possibile, poiché la posizione richiede che i muscoli siano in tensione oppure che le mani siano legate (ma sulla sindone non c’è traccia di legacci).
Il rigor mortis in sintesi non giustificherebbe la posizione poiché se i muscoli di un cadavere vengono forzati, questi si rilassano.

Detto questo, ancora non si ha una conferma ufficiale.

Da oggi, invece è possibile vedere online una ricostruzione del probabile volto della Sindone .

La “Sindone 2.0” è stata realizzata da Fabio Gallo e pubblicata su IL VATICANESE.IT in diversi formati scaricabili.

In un video di soli 90 secondi è per davvero incredibile l’accostamento della Sacra Sindone al reale volto umano che prende il suo posto in dissolvenza.

Una tecnica realizzata – ha dichiarato l’autore – senza l’ausilio di effetti speciali, bensì solo ed esclusivamente con una ricerca che ha consentito di accostare alla sacra Sindone un volto umano reale, fotografato. Le immagini del Video rendono ben visibile la semplicità della sovrapposizione e della lavorazione dell’immagine e incredibilmente somigliante alla Sindone il volto che si dissolve in essa.

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