Ritornare all’essenza di una femminilità vissuta con naturale freschezza. E’ questo il nuovo mantra di Veronica Etro che affida al linguaggio dei fiori il compito di definire la sua visione contemporanea, attraverso stampe che paiono dissolversi nella trasparente fluidità dei vetri policromi di matrice veneziana.

L’universo visionario di Etro cattura la bellezza surreale di una grazia botanica che sboccia, rigenerata come un’araba fenice, alimentandosi di luce e di una palette “pittorica” in cui le nuance più cariche si stemperano nei toni pacati di colori naturali come il cipria e l’avorio.
Un sincretismo dove gli opposti si conciliano in una soave armonia: le muse idilliache di Botticelli e le sirene di Atlantide, i motivi paisley e i print marmorizzati ripresi dalle pagine dei grandi naturalisti.

In questo romantico giardino di vetro gli iris, i fiori di loto, i ranuncoli, le rose, riprodotti in suggestive radiografie pennellate sul corpo, si tuffano in fondali camouflage dove tutto appare sbiadito, stinto dal tempo come baciato dal sole. Le fantasie floreali ora più fitte ora acquerellate, sono attutite da motivi geometrici come checks, barré e altri grafismi.

Anche le forme, sciolte e lineari, evocano l’idea guida di sensuale lievità e talora occhieggiano all’oriente: i mini-kimono matelassé animati da minute stampe jacquard, le giacche-camicia di pequin, cupro e seta lavata dalla mano froissé, gli impalpabili pants di georgette, i trench brevi e destrutturati dai revers a petalo, i caftani trapezio in crêpe de chine e i lunghi abiti che accarezzano il corpo senza imbrigliarlo. Un fil noir, usato per profilare i singoli capi, sottolinea la coerenza estetica della collezione, completata da morbide borse a forma di bocciolo o di conchiglia, da cinture impunturate in suède e seta simili a foglie, da sandali e pochette in maglia metallica o da gioielli organici.

E sulla scia delle spettacolari metamorfosi della natura, gli abiti tendono ad assumere fogge diverse trasformandosi. I top, le eteree casacche e gli abiti da sera, si accorciano e si allungano oppure si restringono grazie a strategiche coulisse di seta inserite nel tessuto.
Su tutto la mano delicata di un decorativismo dal sapore artigianale: bordure piazzate manualmente, virtuosismi di ruche bidimensionali come panneggi, micro-cristalli e perline che ,con la complicità dei ricami di seta e di soutache, impreziosiscono ed incorniciano con un ludico effetto bling scolli e orli di tutta la collezione conferendo ad ogni capo in movimento, musica e danza.

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