Al Festival di Cannes, si sa, guardando i film in concorso si rimane a bocca aperta, si ride, si piange e ci si commuove; quest’anno la palma d’oro della commozione spetta senz’altro a Michael Douglas, in concorso con “Behind the Candelabra” di Steven Soderbergh.

Un film intenso che narra la storia, vera, di Walter Liberace, musicista singolare ed eccentrico che visse tra gli anni Cinquanta e i Settanta, divenendo una vera e propria star strapagata dai locali in cui si esibiva e idolatrata dal pubblico.

Liberace morì di Aids nel 1987, senza mai riuscire a vivere appieno, alla luce del sole, la sua omosessualità; e proprio la relazione dell’artista con il giovane amante Scott Thorson (interpretato da Matt Damon) è al centro di una trama che prende le mosse dal libro verità scritto proprio da Thorson dopo la morte del suo amato.

A commuovere il pubblico della Croisette è stata la conferenza stampa in cui Douglas, commosso, ha parlato apertamente della sua difficile battaglia contro il cancro e di come, una volta guarito, abbia accolto il ruolo offertogli da Soderbergh come un regalo del destino.

Douglas ha poi ringraziato i fans e gli addetti ai lavori per averlo aspettato pazientemente mentre lui combatteva il tumore; parlando del film che lo vede protagonista, l’attore ha raccontato di aver conosciuto personalmente Liberace a Palm Springs, quando aveva appena dodici anni e si trovava in vacanza con il padre.

Ha definito l’uomo come il precursore di star del calibro di Elton John, anche se, a differenza della star inglese, Liberace non aveva potuto fare nessun coming out, complice il clima moralista dell’epoca e le numerose fans innamorate di lui che avrebbero preso malissimo la notizia.

Categorie: Costume e società Tag: .

Articolo pubblicato da
Ultimo aggiornamento: