L’incanto del Natale quest’anno è firmato Vallonia. Un abete alto 30 metri illuminerà Piazza San Pietro in Vaticano il prossimo 18 dicembre.

L’età parla di 100 anni, ma ben portati. E il prossimo 18 dicembre si accenderà per proseguire una tradizione ormai decennale.

Partirà alla fine di novembre dalla Vallonia, una delle regioni più verdi e boschive non solo del Belgio ma di tutta l’Europa, il maestoso albero di Natale che verrà collocato quest’anno in Piazza San Pietro accanto al presepe, grazie al dono dell’AWEX, l’Agenzia Vallone per l’Esportazione e per gli Investimenti Esteri.

Lo splendido esemplare di “Epicea abies” offerto al Pontefice Benedetto XVI verrà reciso il 26 novembre e, da questo momento inizierà il suo lungo viaggio verso l’Italia dove, all’alba del 4 dicembre, assieme ad altri 45 abeti provenienti dalla stessa regione, scortato con tutti gli onori dalla polizia del Vaticano, farà il suo ingresso trionfale in Piazza San Pietro.

L’albero che ogni anno fa bella mostra di sé di fronte alla Basilica del Vaticano, è un regalo veramente speciale ed è diventato ormai anche una consuetudine sempre più attesa, iniziata nel 1982 da Papa Giovanni Paolo II che, per la prima volta, ebbe in dono un abete proveniente dalle foreste della Polonia da un contadino che lo trasportò fino a Roma sul suo camion.

Il maestoso abete, selezionato quest’anno dall’Unione dei Vivaisti delle Ardenne fra le migliaia che costituiscono la lussureggiante foresta di questa zona al confine con la Francia è alto 30 metri, ha un diametro di sette, pesa circa 14 tonnellate e i suoi rami inferiori si estendono fino a dieci metri.

Con i suoi rami sempreverdi e la sua altezza vertiginosa che si innalza come una preghiera verso il cielo, è un simbolo di pace e di speranza e richiama la vita che non muore anche perché, a conclusione delle feste natalizie, il suo legno non verrà disperso ma riutilizzato all’interno della falegnameria del Vaticano.

Il 18 dicembre verrà illuminato alla presenza del Ministro dell’Economia, dell’Occupazione e del Commercio Estero della Regione Vallonia, Jean-Claude Marcourt, dell’Ambasciatore del Belgio presso la Santa Sede, S.E. Frank E. De Coninck, nonché delle più alte cariche pontificie tra le quali Sua Eminenza Cardinale Giovanni Lajolo e il vescovo di Liegi, Monsignor Jousten.

La Vallonia, pronta a cogliere qualsiasi sfida.
Alle porte di Bruxelles, capitale dell’Unione Europea, la Vallonia (16.844 km²), è una delle tre regioni che costituiscono il paesaggio istituzionale del Belgio federale. Se birre, cioccolata, eroi di fumetti come Tintin o i Puffi sono conosciuti da tutti come valloni, pochi sanno che ogni quindici secondi, un vaccino fabbricato nella Regione Vallonia viene inoculato nel mondo o che l’ottanta per cento delle palle da biliardo che rotolano sui tappeti del pianeta sono valloni e così l’illuminazione del tunnel sotto La Manica, il design interiore del TGV, lo sviluppo di ciclotroni, …

Situata nel cuore dell’Unione Europea, gode di eccellenti infrastrutture di comunicazione, direttamente collegate alle reti stradali, fluviali e ferroviarie europee. Gli aeroporti regionali in pieno sviluppo e il TGV sono due altri punti di forza della Regione. La produttività della Vallonia è tra le più elevate del mondo.

Le piccole e medie imprese (PMI) rappresentano oggi il 95% del tessuto economico regionale. Per tradizione aperta ai mercati esteri, la Vallonia assicura l’1% del commercio mondiale, quando meno di un europeo su cento è vallone. Ma il vero punto di forza della Vallonia è il potenziale umano. La manodopera qualificata è caratterizzata da una formazione di altissimo livello.
La Vallonia, con i suoi nove centri universitari, è famosa in tutto il mondo per le sue competenze in materia di innovazione, alla quale contribuiscono 300 centri di ricerca pubblici, privati o universitari.

Ognuna delle città della Vallonia ha una propria caratteristica che la distingue dalle altre: Waterloo la città della battaglia, Charleroi la città del fumetto, Mons la città gioiello, Tournai la città dei cinque campanili, Namur città d’arte, Dinant la città del sassofono, Liegi la città ardente, Spa la perla delle Ardenne.

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