Con il palinsesto televisivo libero per un fine settimana da impegni calcistici, la cerimonia conclusiva della Mostra del Cinema di Venezia, giunta quest’anno alla sua settantesima edizione, può godersi pienamente il suo ruolo d’evento clou della giornata, offrendo il suo ultimo film, Amazonia (3D), titolo fuori concorso del regista Thierry Ragobert. In serata però saranno ritrasmessi alcune pellicole, ovvero le vincitrici del Leone d’oro, del Leone d’argento, del Gran Premio della Giuria, del Premio opera prima Luigi De Laurentiis e del Premio Orizzonti.

La cerimonia avrà inizio questa sera alle 19.00, con la proiezione di Amazonia, un film in 3D che mostra il lento riadattarsi all’ambiente naturale da parte di una scimmia cappuccina, Sai, cresciuta in cattività, ritrovatasi di colpo nella Foresta Amazzonica in seguito a un incidente aereo.

Ormai mancano poche ore ed è impossibile porre un freno agli inevitabili pronostici, soprattutto per quanto riguarda gli artisti nostrani. Tutti sembrano concordare sul fatto che la Coppa Volpi dovrebbe terminare tra le mani dell’ottantaduenne Elena Cotta, splendida protagonista del film di Emma Dante Via Castellana Bandiera. E’ stato molto apprezzato anche Sacro Gra di Gianfranco Rosi, un documentario intrigante, al quale però le classiche voci di corridoio non hanno ancora attribuito un preciso riconoscimento.

Lo stesso discorso di Rosi può essere ripetuto per Miss Violence, titolo greco definito da molti choccante, per il quale si prospetta, oltre a un premio questa sera, anche un buon riscontro in fatto di pubblico in sala. Giorni fa c’era stato l’annuncio di Bertolucci, presidente della giuria di quest’anno, secondo il quale a meritare un premio sarebbero dovuti essere i film che maggiormente sarebbero riusciti a sorprenderlo sotto l’aspetto dell’originalità. In tal senso sono in tanti a sostenere che Philomena di Stephen Frears possa restare fuori dal palmares della laguna, nonostante i bookmakers inglese paiono credere molto nella pellicola con Judi Dench.

Deludente invece è risultata l’opera di Gianni Amelio, sulla quale in precedenza vi erano molte speranze. Purtroppo però il risultato non è stato all’altezza delle attese, dal momento che, nonostante un buon cast, con un bravissimo Albanese e dei sorprendenti giovani interpreti, la sceneggiatura ha evidenziato più di qualche lacuna, facendo di Via Castellana Bandiera e Sacro Gra le uniche speranze per il nostro cinema.

Per quanto riguarda l’ambito Leone d’oro invece la corsa pare ridursi a tre pellicole, nessuna delle quali italiana. Restando in ambito di originalità non si può non citare La moglie del poliziotto di Groening, della durata di ben 175 minuti e con 59 intricati capitoli atti a scandire l’analisi di una famiglia pacifica all’esterno e colma di radicata violenza nel profondo.

La drammaticità e la cruda violenza di Miss Violence però potrebbero avere la meglio, e in tal senso il fatto che il gruppo di attori greci sia ancora in laguna rappresenta per alcuni un chiaro indizio. Il terzo film invece è La jalouise, il meno sorprendente dei tre, ma di certo quello che più rispecchia il modo di far cinema di Bertolucci, in bianco e nero e imperniato su un’intima relazione di coppia.

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