Forse non tutti sanno che negli Stati Uniti è uscito il capolavoro di Ernest Hemingway con tutte le varianti abbozzate dall’autore.

“Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno”. Ernest Hemingway deve aver preso alla lettera questa frase di Voltaire, di dubbi infatti sembra averne avuti molti, 47 per la precisione.

Stiamo parlando dei finali abbozzati per il suo capolavoro sulla Prima guerra Mondiale “Addio alle armi”, svelati negli Stati Uniti in un libro che li contiene tutti.

“A fare la spia” non poteva che essere il suo editore storico Scribner (Simon & Schuster) che ha curato una nuova edizione del romanzo con tutti i finali numerati e titolati e con le correzioni a mano dello scrittore.

Pubblicato nel 1929, il romanzo racconta in gran parte la vicenda personale dello scrittore, anche lui, come il protagonista della storia, aveva prestato servizio nella prima guerra mondiale come conducente di ambulanze nel Regio Esercito italiano, era stato ferito ed aveva avuto una storia d’amore con una infermiera inglese.

La loro relazione iniziata in maniera leggera ben presto si rivelerà importante. Ma nello scenario di guerra il lieto fine non è assicurato, infatti il protagonista ricercato dalla polizia per aver abbandonato le armi cerca di sfuggire ai controlli e nel frattempo la sua amata muore nel tentativo di dare alla luce il loro bambino: “Dopo un po’ uscii e lasciai l’ospedale e tornai all’albergo nella pioggia”.  Questo il finale ufficiale, ma non di certo il più triste.

Nel finale alternativo numero uno, titolato “Nada”, la conclusione è freddissima: “Questo è il tutto della storia. Catherine morì e voi morirete e io morirò e ciò è tutto quello che posso promettervi”. La conclusione numero sette, chiamata “Live-Baby”, afferma in modo drastico: “Non c’è fine eccetto la morte e la nascita è solo l’inizio”. Forse il più bello è il finale “Fitzgerald”, che a Hemingway fu suggerito dall’amico Francis Scott Fitzgerald: “il mondo spezza chiunque” e chi “non spezza uccide”: “Uccide i buoni e i garbati e i coraggiosi imparzialmente. Se non sei tra questi puoi essere certo che ammazzerà anche te ma non avrà troppa fretta”.

Già in un’intervista del 1958 alla rivista letteraria statunitense “Paris Review”, Hemingway spiegò che scrisse e riscrisse quelle ultime righe per cercare le parole giuste e per definire una giusta cornice a quelle 300 pagine che mescolano amore e morte.

Questo romanzo arrivò in Italia solo nel 1948 perché ritenuto lesivo dell’onore delle Forze Armate dal regime fascista, sia per la descrizione della disfatta di Caporetto, sia per un certo antimilitarismo sottinteso nell’opera. Fernanda Pivano però, già nel 1943 aveva curato la traduzione italiana clandestinamente e per questo fu arrestata a Torino.

La nuova edizione si basa sui materiali della Ernest Hemingway Collection che dal 1979 sono conservati al John F. Kennedy Presidential Library and Museum di Boston: Seán Hemingway, un pronipote dello scrittore, li ha consultati meticolosamente e alla fine ha trovato 47 variazioni, con cancellature, rifacimenti, abbandoni che danno anche l’idea di si lavorava nell’era precedente a quella del computer. In questa edizione anche i titoli alternativi: “Love in War”, “Of Wounds and Other Causes” (“Delle ferite e di altre cause”) e “Every Night and All” (“Ogni notte e tutte”).

Di Raffaella Ponzo

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