Gabriele Galli e ‘la vita degli altri’
Il documentario sull’eutanasia realizzato da Gabriele Galli, apre un dibattito sul valore della vita.

Juan Francisco Hernandez Silveira, un campione, un atleta, portiere nella Lazio Pallanuoto e giocatore nella Nazionale Cubana, questo era fino al 2004 quando, dopo una banale operazione al malleolo peronale sinistro, è entrato in Stato Vegetativo Persistente.

“La Vita degli Altri” solleva una riflessione costruttiva sulla qualità della vita degli esseri umani che vivono in questa condizione, attraverso il racconto del passato e della vita attuale di Juan, che finalmente, dopo tante difficoltà, è tornato a casa con i figli e la moglie Luisa.

Il documentario, già presentato come Evento Speciale all’interno del festival di cortometraggi e documentari Arcipelago a Roma, è stato coprodotto dal Dipartimento Comunicazione e Spettacolo dell’Università di Roma TRE per due motivi: il primo è legato ad un percorso di produzione di documentari sul sociale e sul cinema che il Dipartimento ha iniziato alcuni anni fa, il secondo fa riferimento all’interesse che il Direttore del Dipartimento Giorgio De Vincenti e il Prof. Vito Zagarrio hanno mostrato per la tematica proposta dal regista Gabriele Galli, la loro partecipazione attiva ha dato modo di accedere ad alcuni fondi regionali. Il lavoro è stato girato e montato in full HD con gli ottimi mezzi tecnici del Laboratorio Audiovisivi dell’Università.

A Sfilate.it il regista ha sottolineato l’importanza della famiglia Hernandez in questo progetto:

“Ovviamente la collaborazione della famiglia e del suo ex-allenatore della Lazio Pallanuoto è stata fondamentale, sia a livello emozionale che per avere accesso alle strutture sanitarie e alla piscina del Foro Italico. Per non parlare di tutte le persone intervistate, tra cui un bioingegnere, Febo Cincotti, che mi ha fatto riprendere in anteprima esclusiva un esperimento sul “Brain Computer Interface” di cui poi hanno parlato anche i più importanti giornali italiani come il “Corriere della Sera”: Certo bisogna dire che a livello di mainstream è stato per lo più, fino ad ora, snobbato, in quanto sembra non si riesca a trovare una collocazione per un prodotto che a fronte di un problema così delicato, ha come difetto principale (forse) quello di non schierarsi, ma di raccontare una storia drammatica lasciando alle persone la libertà di giudicare. Del resto durante la lavorazione aumentava la mia consapevolezza e si formava il mio giudizio rispetto ad un caso del genere perché fino a che le situazioni non le vivi in prima persona è veramente difficile avere una opinione che sia argomentata; pertanto da che volevo fare un documentario di denuncia ho capito che sarebbe stato meglio fare un metaforico passo indietro stilistico cercando di influenzare il meno possibile lo spettatore e lasciarlo libero di crearsi la propria idea sulla base delle informazione ed emozioni. Rischia quindi di rimanere un film per pochi, quei pochi che avranno la possibilità di vederlo. Ma io non dispero, ce la metteremo tutta per dare voce a questa storia, nel frattempo mi stanno chiamando molte Associazioni, Onlus, perfino l’Università La Sapienza per proiezioni private; per me questo è un piacere immenso!”.
Di Raffaella Ponzo

Il promo del documentario
SCHEDA:
REGIA
Gabriele Galli
SOGGETTO
Daniele Esposito, Gabriele Galli
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
Marco Leopardi, Marco Sabino
MUSICA
Christos Kyriacouillis
SUONO
Dario Pimpolari, Federico Tummolo
MONTAGGIO
Marco Careri, Daniele Esposito
PRODUZIONE: Dipartimento Comunicazione e Spettacolo – Università degli studi ROMA TRE
COPRODUZIONE: Cubatea

BIOGRAFIA DEL REGISTA:
Gabriele Galli, attore, sceneggiatore e regista debutta sulla scena all’età di 4 anni come piccolo “Godot” nell’opera di Samuel Beckett.
Alterna l’attività di attore con quella di assistente alla regia in numerose compagnie teatrali tra cui quella di Flavio Bucci (Il mercante di Venezia, Riccardo III, Enrico IV), Renato Greco (Romeo e Giulietta dance opera), Giancarlo Sammartano (Pseudolus di Plauto).
L’esordio alla regia cinematografica con il cortometraggio Un regalo senza parole viene premiato con la menzione speciale della giuria presieduta da Gillo Pontecorvo, nell’ambito del Concorso per il miglior cortometraggio sulla Pubblica Amministrazione Italiana.
Dopo la partecipazione ad alcune fiction televisive (Distretto di Polizia, Ris) nel 2010 è co-protagonista del film “Una canzone per te” di Simone H. Paragnani, prodotto da Cattleya e distribuito da Universal Pictures.
Nel 2011 il suo documentario “La Vita degli Altri” è nominato miglior documentario al Festival Cinema “NINO MANFREDI”.

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