E diciamolo noi dell’adolescenza negli anni 80 siamo inchiodati in un mondo che non esiste più.

Figlie di madri che hanno fatto le mamme mentre i papà uscivano la mattina presto e tornavano la sera tardi ricordandoci che se potevamo andare in scuole costose e avere vestiti firmati era perché il papà era assente e lui pensava a tutto il benessere e alla tranquillità della casa,  della mamma che aveva sempre vestiti perfetti e capelli con piega impeccabile del parrucchiere del venerdì.

Madri che durante la tranquillità dei pomeriggi passati tra una spingerti a fare i compiti e la preparazione di una torta per la merenda sana non come le merendine industriali dei figli delle lavoratrici, ti spingevano a ottenere un’indipendenza economica, una posizione sociale e una non dipendenza da un uomo.

Lo abbiamo fatto, abbiamo seguito i nostri sogni di parità, i nostri posti al sole nell’olimpo del successo maschilista, il nostro potere di comperare abiti costosi e di imporre il nostro fascino femminile agli uomini.

Ma la sindrome della principessa non si estirpa in una generazione e soprattutto il principe in tutto questo come ha reagito?

Bè come scoprire che la donna di cui ti sei innamorato e con cui vuoi invecchiare e avere figli è un trans, dove dovrebbe avere il parco giochi del divertimento maschile ha un orpello simile al tuo e’ come avere un t’ai chi t’u (simbolo cinese dello yin e yang) monocolore…..

Mentre noi rubiamo  i vestiti a Don Chisciotte  , ci mettiamo l’armatura e combattiamo le guerre per la nostra indipendenza e successo , la sera dopo un bagno caldo e una crema rassodante dal prezzo improponibile, ci infiliamo i tacchi 12 , gonne strette, camicie  verginali e acconciature spettacolari e usciamo alla conquista del mondo maschile.

Io vi racconterò la storia delle principesse con i bakersstorie di donne incastrate in un era di passaggio.
La rubrica di P.C.
(photo credit – andreas.hiebsch)

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