«IL CINEMA MI DISCRIMINA, ALLORA UN FILM ME LO SONO SCRITTO DA SOLO» COSI’ RACCONTA SERGIO ASSISI IL SUO DEBUTTO COME REGISTA A SFILATE.IT

Sergio Assisi presenta il suo primo romanzo “Quando l’amore non basta”, nell’attesa di mettersi dietro (e davanti) la telecamera a primavera.

«Sono single da due anni, l’amore mi ha molto deluso e alla fine ho capito che si sta bene anche da soli. Questo tempo mi è servito a trasformare la rabbia per la fine di una storia, in qualcosa di creativo. E finalmente vedo i frutti di tanto lavoro. E’ appena uscito il mio primo romanzo e verso maggio girerò un film scritto interamente da me e dedicato alla mia città, Napoli».

Chi parla è Sergio Assisi, quarant’anni e occhi di mare che dal piccolo schermo hanno incantato il pubblico, da La Squadra, a Elisa di Rivombrosa, al seguitissimo Capri nel ruolo del viveur Umberto Galiano.
E proprio il set di Capri ha visto vivere una lunga storia d’amore, quella tra Sergio Assisi e l’attrice Gabriella Pession, finita nel settembre del 2011 dopo sette anni di fidanzamento.

«Sono passati due anni e di Gabriella non voglio più parlare. Quando finisce un amore si soffre, non c’è niente da fare. Però, per me questo è un periodo di rinascita. Se da una parte il mio cuore è da tempo che non batte più per una donna, perché non ho più trovato nessuna che mi sappia far ridere e mi faccia dire che forse vale ancora la pena provare a condividere la propria vita con qualcuno, il mio cervello è in una fase estremamente creativa. Scrivo, penso, mi vengono idee e ho intenzione di realizzarle tutte».

E’ appena uscito il suo primo romanzo Quando l’amore non basta edito da Cairo, è una storia autobiografica?
«Non esattamente, credo che la cosa più interessante sia parlare della nostra vita attraverso la creazione e la finzione. Sicuramente ci sono tracce di me nel libro, ma ben nascoste! Il romanzo è ambientato a Torino e racconta la storia di un ex calciatore, Aldo Russo, alle prese con una intricata storia di spionaggio e, naturalmente, con le sue disavventure amorose».

Ha mai pensato di trasformare questa spicestory  in una sceneggiatura cinematografica?
«In realtà è già pronta, ma prima mi devo occupare di un altro progetto. Il Ministero dei Beni Culturali ha accettato di finanziare il mio primo lungometraggio, non ci speravo perché è molto difficile accedere a questi fondi. Aspettavo questo momento da quattro anni e finalmente verso maggio cominceranno le riprese di questo film che per me è anche un omaggio alla mia città, A Napoli non piove mai. Io sarò il protagonista insieme a Giovanni Esposito e al grande Roberto Herlitzka. La protagonista femminile la stiamo ancora cercando».

E’ dal 2005 con Amore e libertà – Masaniello diretto da Angelo Antonucci che mancava dal grande schermo. Si tratta di una sua scelta?
«Assolutamente no. Io adoro il cinema, ma in Italia c’è questa assurda tendenza a snobbare gli attori che vengono dalla fiction, senza tenere in considerazione la bravura. Forse qualcuno ha dimenticato che io ho cominciato con Lina Wertmuller come protagonista del film Ferdinando e Carolina, per il quale ho avuto anche una nomination al Globo d’oro come miglior attore, e questo a soli ventiquattro anni».

Cosa ricorda del provino con la Wertmuller?
«Abitavo ancora a Napoli e non mi andava di fare il viaggio fino a Roma, tanto ero sicuro che non mi avrebbero preso. Ma poi mi decisi a salire su quel treno e dopo qualche giorno mi arrivò proprio una telefonata di Lina: “Non ti tagliare i capelli” e riagganciò. Da lì in poi la mia vita prese un’altra strada».

Di Raffaella Ponzo

Categorie: Speciali e Interviste Tag: , , .

Articolo pubblicato da
Ultimo aggiornamento: