Per 25 anni i suoi giudizi e le sue critiche sono state tra le più temute, o desiderate, a seconda dei casi, dagli stilisti di tutto il mondo. Ora, dopo una vita spesa dall’altra parte delle passerelle, per Suzy Menkes, decana dei giornalisti di moda, è il turno di concedersi una sfilata sotto i riflettori. Il prossimo 2 dicembre alla giornalista inglese, da tempo fashion editor del prestigioso International Herald Tribune, verrà consegnato il premio del British Fashion Award, importante kermesse che una volta all’anno riunisce il mondo della moda che conta al teatro della capitale d’oltremanica London Coliseum.

In realtà la carriera della giornalista nata nel 1943 ha ormai raggiunto il mezzo secolo, essendo cominciata fin da quando era giovanissima all’università, dove divenne la prima editor donna del giornale dell’ateneo. Laureatasi a Cambridge, ha in seguito lavorato per alcune delle testate più note d’Inghilterra, come il Times, l’Indipendent e l’Evening Standard. La sua notorietà, però, arriva in particolare dal suo ruolo nell’Herald Tribune, dove ha cominciato a lavorare nel 1988 occupandosi, appunto, di moda.

Ma, a partire da questo campo, la notorietà di Suzy Menkes ha presto superato i confini di sfilate e stilisti per affrontare gli argomenti più diversi dove, anche lì, si è distinta per i suoi toni diretti e le sue opinioni espresse sempre senza paura.

Celebre è rimasto il suo giudizio espresso durante un’intervista con Ferm Mallis, presidente del Council of Fashion Designers of America, con il quale la Menkes discusse dei prodotti di qualità scadente provenienti dai paesi poveri. IL suo giudizio, lapidario, fu che un capo d’abbigliamento non potrà mai costare quanto un cappuccino.

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