Il cambiamento ci spaventa? Impariamo a combattere la paura in 7 step.

Eraclito con l’aforisma “Pánta rhêi” ci allertava del fatto che l’universo è un continuo cambiamento, che tutto è soggetto al divenire, invitandoci a vivere il fluire della vita con serenità e coraggio, mettendo da parte ansia e paura.
Oggi impareremo a combattere e superare la paura del cambiamento, attraverso un dolce processo di crescita interiore.

Lo sappiamo la vita è un’incognita, non ci sono garanzie, e l’unica certezza che abbiamo è che tutto intorno a noi continua a mutare. Molte volte sentiamo la necessità di cambiare qualcosa nella nostra vita, il lavoro, la città, il partner ma non sappiamo bene da dove iniziare.

La paura prende il sopravvento tempestando la nostra mente di domande, così iniziamo a evitare l’idea di cambiare fino a quando è la vita stessa che ci spinge all’improvviso in situazioni che non avevamo preventivato, lasciandoci spiazzati. Ciò che dobbiamo imparare per vivere al meglio la nostra vita, è riconoscere il cambiamento come un processo naturale che fa parte della nostra evoluzione.
Con il sostegno della psicologa Lucia Giovannini, impareremo a combattere e vincere la paura del cambiamento in 7 semplici passi.

1. L’esistenza è un continuo cambiamento
La maggior parte di noi crede che il cambiamento faccia male, sia scomodo e doloroso, così siamo spinti a evitarlo. Non c’è dubbio che siamo spinti ad evitarlo. Il primo grande cambiamento che affrontiamo è il distacco dal ventre materno quando veniamo al mondo, per questa ragione, il cambiamento inconsciamente è associato anche alla separazione e alla rottura. La conseguenza a queste emozioni di sconforto e la rinuncia stessa al cambiamento, che ci obbliga a restare aggrappati a situazioni conosciute anche se disfunzionali come un vecchio lavoro, una triste relazione, una cattiva abitudine.

Dobbiamo imparare a non vivere il cambiamento come una punizione, ma piuttosto come un’opportunità per crescere, migliorare e sperimentare nuove cose. Qualsiasi lezione la vita ci stia dando in, chiediamoci: cosa c’è di perfetto per me qui?

2. Accettiamo, ma non ci rassegniamo.
Il primo passo per abbracciare il cambiamento è accettare la situazione in cui ci troviamo con coraggio determinazione e onestà, ma senza rassegnarsi e gettare la spugna. Accettare significa, comprendere il fatto che la vita stia lavorando per noi e per il nostro bene, anche se al momento non ce ne rendiamo conto. E significa anche aver preso coscienza delle nostre parti più scomode, quelle che vorremmo cambiare.

3. La paura del fallimento
È la paura di fallire, che ci blocca. Gli errori fanno parte del processo di apprendimento. É solo sbagliando che possiamo imparare. Quando abbiamo imparato a camminare, abbiamo fatto migliaia di tentativi e fallito altrettante volte. Ciò però, non ci ha impedito di fare altri tentativi, cadere e imparare ad alzarci. Nessuno ci ha mai giudicato.
Il consiglio della psicologa è di mantenere questa stessa accettazione anche di fronte alle cadute della nostra vita, poiché è proprio il giudizio ciò che ci paralizza e falsa la nostra interpretazione degli eventi, impedendoci di andare avanti.
Solo quando ci liberiamo del peso emotivo, rendiamo possibile la trasformazione. Meno ci preoccupiamo del fallimento, meglio riusciremo a realizzare i nostri sogni, anche contro ogni probabilità di successo. Comunque vada avremo raccolto un’esperienza nuova. In questo modo saremo capaci di goderci il viaggio verso la meta.

4. Gratifichiamoci
Sono più le volte che notiamo quello che non va, che i progressi realizzati. Celebrare i piccoli successi di ogni giorno è importante per mantenere alta la motivazione. La Giovannini propone di scrivere sul diario almeno una cosa al giorno che consideriamo un piccolo o grande successo (di qualsiasi tipo, non solo lavorativo. Potrebbe essere l’aver cucinato un buon piatto, aiutato uno sconosciuto, ascoltato un amico…). Dopo aver scritto il tuo successo, gratifichiamoci con un applauso e celebriamo in modo creatico l’accaduto.

5. Proviamo a essere respons-abil
Non possiamo cambiare gli eventi della nostra vita o come gli altri si comportano con noi, ma possiamo cambiare il nostro atteggiamento di fronte ad essi ed è questo che fa la differenza e che ci porta sulla strada del cambiamento. Tutti noi abbiamo una zona di potere, quella su cui abbiamo la respons-abilità di agire. Essere respons-abili significa riappropriarsi dell’abilità di rispondere agli eventi. Vuol dire usare la nostra abilità di cambiamento. Essere in grado di dare le risposte più funzionali alle domande che i problemi della vita ci pongono quotidianamente.

6. La pazienza è la virtù dei forti
L’impazienza è una reazione, la pazienza è una risposta. La crescita deve essere un’evoluzione, non una rivoluzione. Rilassiamo e non facciamoci prendere dall’impazienza poiché finiremo per rivoluzionare la nostra vita in modo violento. La rivoluzione crea scompiglio, agitazione e quindi porta a distruggere anziché a integrare. La pazienza è un muscolo che va allenato ogni giorno. Come cambierebbero le cose se trasformassimo i semafori rossi della vita in stimoli per la riflessione, la presenza, l’apprezzamento di ciò che abbiamo?

7. Usciamo dalla zona di comfort
La zona di comfort è quell’isola mentale in cui ci rifugiamo, dove abbiamo l’illusione di sentirci protetti e al sicuro. Ma allora perchè siamo così insoddisfatti? Dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort ed entrare nella nostra zona di libertà, lasciando andare la paura. Possiamo iniziare con piccoli gesti simbolici, come cambiare la strada per andare al lavoro, cambiare posto a tavola, studiare una nuova lingua, diventare vegetariani per un mese, coltivare nuovi hobby.

Queste sono solo alcune idee per uscire dalle nostre abitudini e dai nostri automatismi. Man mano che li mettiamo in atto, allarghiamo il nostro perimetro di sicurezza, scoprendo nuove passioni, nuove capacità e nuovi modi di vivere, così da avvicinarci a un delicato processo di cambiamento.

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