Il libro di Andre Agassi, uscito in sordina nel 2011, grazie ai social network scala le classifiche e anche quest’anno e tra i regali più ambiti.

In perfetto stile Agassi, quando tutto sembrava tacere, in silenzio, quasi ingoiando una lieve delusione per la sconfitta, ecco arrivare la svolta e la vittoria.

Nel tennis vinse tutto: tutti e 4 titoli dello Slam, (insieme a Don Budge, Roy Emerson, Rod Laver, Fred Perry, Roger Federer e Rafael Nadal), è stato il primo a realizzare il Career Grand Slam su tre diverse superfici (prima di Federer e Nadal nel 2009 e 2010, rispettivamente) e l’unico tennista ad aver vinto anche la medaglia d’oro del singolare olimpico, il torneo ATP World Championship e la Coppa Davis.

La sua carriera sembrava finita già nel 1995 in concomitanza con la fine del matrimonio con la modella e attrice Brooke Shields, ma lui tornò in forma e tra il 1999 e il 2003 vince ancora, più forte di prima. Poi nel 2006 le polemiche per aver confessato l’uso di anfetamine durante le partite, rivelando anche che la sua folta capigliatura era in realtà una parrucca, ammettendo di aver sempre odiato il tennis.

Ma ora non vogliamo parlare di una partita, lì ormai eravamo abituati alle sue rimonte, agli alti e bassi della sua carriera, il protagonista qui è un libro. Il suo. Quello della sua vita: “Open”. Il nome di un torneo di tennis certo, ma anche un’apertura al tutto può succedere, entrare ed uscire.

Difatti il libro uscì un anno fa, pubblicato da Einaudi nella collana “Stile Libero” con la supervisione stilistica del giornalista J.R. Moehringer, al suo debutto in libreria, malgrado critiche positive, le vendite non riuscirono a superare le 10mila copie. Pochine per una casa editrice così grande ed un nome così altisonante.

Alcuni mesi dopo però, lo scrittore Alessandro Baricco inserì il libro tra le cinquanta migliori letture degli ultimi dieci anni nella sua rubrica “Una certa idea di mondo”, allo stesso tempo Francesco Longo sul “Riformista” scrisse: “la biografia di Agassi è la rivelazione di un’anima. Vertiginosa, appassionante e in molti punti commovente. Una grande epopea dal sapore letterario. Per ora il miglior libro del 2011”. E poi ancora dal “Corriere della Sera” Alessandro Piperno gli dedicò una lunga recensione dal titolo: “Che romanziere questo tennista”. Se non fosse bastato questo cross road intellettuale, in aiuto subentrò anche la rete, non quella di una racchetta, ma di internet: Twitter docet!

Un improvviso tam tam a colpi di tweet iniziò ad appassionare, incuriosire, un’altra partita di tennis, le frasi del libro rimbalzavano come una pallina, altri “giocatori” come Daria Bignardi, Valentino Rossi e Jovanotti subentrarono nella “partita” trasformando in poche settimane le 15mila copie della tiratura iniziale, nelle 100mila vendute attualmente, facendo comparire “Open” nelle classifiche di vendita di tutti i giornali.

I giochi sono ancora aperti/open, un’altra rinascita dalle ceneri, come la Fenice, come lui.
Di Raffaella Ponzo

Categorie: Curiosità Tag: .

Articolo pubblicato da
Ultimo aggiornamento: