Da alcuni anni le diete iperproteiche, al primo posto la Dukan, sono sempre più popolari e usate per perdere peso. Segreto di bellezza di molte star, sono viceversa costantemente criticate dai professionisti dell’alimentazione.
Per fare un po’ di chiarezza, facciamo qualche domanda al dott. Augusto Morgia, medico chirurgo e medico estetico.

Dott. Morgia, cosa pensa della famosa dieta del Dott. Dukan?
“Dukan applica una dieta iperproteica che fa perdere peso perché produce un accumulo di corpi chetonici, e questo provoca nausea e riduce l’appetito. Le persone a questo punto non mangiano perché hanno disgusto del cibo, inoltre i corpi chetonici sono dannosi per i reni e alla lunga possono procurare danni reali. In più una dieta iperproteica può essere efficace nel breve periodo, perché favorisce un rapido calo di peso, ma un approccio di questo tipo non educa a una dieta corretta. Normalmente infatti, chi perde peso con una dieta di questo tipo lo fa per 2-3 settimane, poi si stufa e riacquista il peso perduto. Se si continuasse più a lungo, i rischi sarebbero più marcati, specie quello di avere problemi renali”.

Una fama quindi immeritata?
“La dieta ha avuto questa popolarità perché molto pubblicizzata. Ma è una dieta squilibrata, tutte le ricerche dicono che una dieta deve rispettare la proporzione tra macronutrienti, il 60% deve venire da carboidrati, il 30% da grassi e il resto da proteine. Una dieta iperproteica significa facilitare la chetosi, ovvero l’alterazione del metabolismo degli acidi grassi. Esiste una scienza della nutrizione e chi ha una laurea in medicina ha il dovere di documentarsi. Se qualcuno non lo fa e usa approcci innovativi senza averli sperimentati, mette a rischio la salute dei pazienti”.

Non sarebbe più facile mangiare tutto, ma di meno?
“È come dire all’eroinomane di consumare meno eroina o al fumatore di fumare meno sigarette.
Il quantitativo alimentare è solo uno dei problemi, non il problema: se così non fosse le persone magre dovrebbero essere immuni alle tante malattie dovute appunto alla cattiva alimentazione, invece risulta che siano anch’esse soggette ai malanni comuni. Il problema non è solo l’eccedenza del cibo, ma anche e soprattutto ciò che si mangia. Per stare in buona salute è necessario non solo essere parsimoniosi nel mangiare e non mischiare troppi alimenti nello stesso pasto ma soprattutto eliminare dalla propria dieta tutti gli alimenti incompatibili con la nostra natura di esseri onnivori. Mangiare di tutto non è la soluzione del problema ma la causa del problema. Se uno ingerisce sistematicamente del veleno la soluzione non è la riduzione del quantitativo ma l’eliminazione del veleno. Molto veleno molte malattie, poco veleno poche malattie”.

Lei adotta il “Metodo Isoproteico”, ci spiega in cosa consiste?
“La dieta isoproteica Very Low Calories Diet, VLCD, è una dieta basata su apporti proteici personalizzati in base all’altezza, peso e sesso che ha la caratteristica di mantenere bassissimo l’apporto di calorie, ed è una delle diete che ha suscitato molto interesse al punto che è stata adottata dal Ministero della Salute Finlandese quale terapia di prima intenzione nel programma di prevenzione dell’obesità associata a fattori di rischio. Un importante contributo scientifico allo sviluppo e al perfezionamento delle diete VLCD in Italia è stato dato dal Dott. Gilles Terracol e dal Dott. Roberto Maugeri (Staff scientifico della Società SDM). Attualmente l’evoluzione della dieta “Blackburn” rappresenta uno strumento moderno che consente al medico di affrontare e risolvere brillantemente il problema dell’obesità e del sovrappeso contribuendo al miglioramento delle patologie correlate ed evitando la maggior parte dei sacrifici richiesti normalmente ai pazienti”.

Si riesce a mantenere il peso ottenuto quando si torna a mangiare in modo “normale”?
“La convinzione poi che ad un rapido dimagrimento debba necessariamente seguire una altrettanto rapida ripresa del peso trova giustificazione solo in quei modelli dietetici nei quali non si è provveduto ad un idoneo apporto proteico, tale da salvaguardare la perdita di massa magra. Nel protocollo si pone grande attenzione all’aspetto quantitativo e qualitativo dei prodotti proteici da assumere quotidianamente in modo da mantenere l’integrità della massa magra e quindi del metabolismo basale del paziente al termine del protocollo. La rieducazione alimentare del paziente, attraverso le fasi di transizione e l’impostazione d’una dieta di tipo mediterraneo, difficilmente potranno determinare una ripresa del peso, qualora siano state mantenute le condizioni d’un buon metabolismo di base.
All’interno del protocollo di una dieta normoproteica, ipoglucidica ed ipolipidica gli aspetti positivi di una modesta chetogenesi controllata sono quelli di consentire un dimagrimento in assenza di fame e di stanchezza, senza la necessità di un supporto farmacologico anoressizzante, che al contrario rischierebbe di risultare dannoso per la salute del paziente”.

Non pensa che la magrezza sia troppo pubblicizzata creando dei danni psicologici soprattutto agli adolescenti?
“I disturbi alimentari sono uno dei problemi psicologici più diffusi nelle giovani donne. In Italia due milioni di ragazze soffrono di questi disturbi, con esordi sempre più precoci; di recente si è riscontrata una diffusione della malattia anche nei maschi. I disturbi alimentari sono caratterizzati da preoccupazioni eccessive per il proprio corpo e la propria immagine che causano una tendenza ad un’alimentazione sregolata, a volte rigida e controllata, a volte senza controllo. Ne deriva che, nel trattamento dei Disturbi Alimentari, deve essere riconosciuta come problematica fondamentale la limitatezza dello schema di autovalutazione, eccessivamente condizionato dal perseguimento di elevati obiettivi in un unico e particolare aspetto della vita: la forma fisica. Lo scopo del trattamento è primariamente quello di ampliare lo schema di autovalutazione del paziente”.

Ad inizio anno siamo tutti pieni di buoni propositi circa la nostra salute, ma giorno dopo giorno svaniscono. Qualche consiglio per portare avanti con costanza una dieta?
“La maggioranza dei pazienti che affronta un percorso dietetico lamenta spesso difficoltà a modificare le proprie abitudini alimentari per un lungo periodo di tempo e tanto più lontano sarà il loro obiettivo, tanto più difficile sarà l’idea di portare a termine un tale impegno. Il paziente che deve perdere chili, contemporaneamente al riequilibrio delle alterazioni neuro-endocrine che tendono ad ostacolare il suo dimagrimento, ha senza alcun dubbio necessità di sentirsi in grado di gestire la propria dieta con risultati concreti e costanti nel tempo affinché ciò possa migliorare il suo senso di autostima ed indurlo a perseguire i suoi obiettivi.
È ragionevole ritenere che se da un lato il paziente ha bisogno di essere guidato nella comprensione dei problemi legati al suo rapporto col cibo e stimolato ad intraprendere un’attività fisica per aumentare il suo dispendio calorico, dall’altro dovrebbe essere indirizzato verso un protocollo dietetico in grado di determinare una significativa perdita di peso che possa incentivarlo, riequilibrare l’insulino-resistenza, eliminare la sensazione di fame e di stanchezza che spesso la dieta comporta, consentire un’adeguata protezione della massa magra che gli permetta di conservare il suo metabolismo basale al termine del programma dietetico. Uno di essi è la dieta normoproteica, ipoglucidica ed ipolipidica”.

Di Raffaella Ponzo

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