Quando si parla di Red Carpet, non tutti sanno che le Star del Cinema, regolarmente fasciate in  bellissimi abiti, non sempre pagano per averli, spesso sono regalati o semplicemente ‘prestati’.

Ebbene sì, spesso e volentieri sono le Maison di Moda a fornire ai vari attori, cantanti e vip, abiti da capogiro per vederglieli indossare nelle occasioni mondane o sui Red Carpet.

A fare queste dichiarazioni a nymag.com è l’ambasciatore straordinario del fashion store newyorkese Barneys, Simon Doonan.

E la domanda sorge spontanea: “Ma è giusto che le Star indossino questi abiti senza doverli pagare, al contrario di come fanno tutte le altre persone?” Proprio loro… che hanno redditi stratosferici?

Non ne sono più convinti in molti, e a rompere le righe è appunto Simon Doonan che non vedrebbe male il  far pagare gli abiti anche alle celebrità. “Non capisco perché la gente si emozioni tanto quando assiste agli eventi sul red carpet. Si tratta soltanto di attori strapagati che indossano abiti che hanno ricevuto senza pagare”.

Ma non solo, secondo Doonan sarebbe anche il caso che le varie celebrities osassero di più in originalità, sappiamo tutti che sui Red Carpet i flash abbondano e che non sempre la stampa è clemente con gli outfit indossati, e cosi, anche loro, le Star, hanno scelgono spesso un “low profile”, senza osare troppo in originalità.

Un problema insomma, perchè “snatura” i tratti che spesso contraddistinguono una determinata Maison e rende difficile l’allocazione abito/stilista.

Spesso e volentieri, sempre secondo Doonan, negli ultimi eventi si sono visti outfit che sembravano “fatti su misura” che non quelli che si trovano negli store, perdendone l’identità del brand stesso.

Ad Hollywood, comunque, caso isolato che tanti ancora oggi ricordano, fu quello di Hayden Panettiere.
L’attrice aveva scelto un abito spettacolare di Tom Ford e con tanto di umiltà lo aveva pagato di tasca sua.
Le piaceva, lo voleva indossare e via, una strisciata di carta di credito ed il gioco è fatto. Ma Hayden Panettiere rimane l’eccezione, non la regola.

Un Simon Doonan quindi molto critico, che di fatto porta alla luce una realtà che in ben pochi conoscono. E voi cosa ne pensate?

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