Gli ultimi anni si può dire che siano stati scanditi prevalentemente dalle mode e dalle diete: ora c’è la Dukan, ma verso la fine degli anni Novanta spopolava un’altra dieta, quella dei gruppi sanguigni, messa a punto da un neuropata, Peter D’Adamo, che fece un sacco di proseliti in tutto il mondo.

Numerose ricerche si sono susseguite in tutti questi anni per cercare di capire se il programma pensato e studiato per perdere peso avesse una validità scientifica e pochi giorni fa è arrivata l’ennesima conferma del contrario, con tanto di dimostrazione, da parte dei ricercatori dell’Università Canadese di Toronto che hanno effettuato una pubblicazione sulla prestigiosa rivista medica e scientifica PlosOne.

Per la loro ricerca, gli scienziati hanno coinvolto nello studio oltre 1400 persone, suddivise in base al gruppo sanguigno: questa ricerca ha dimostrato che, sottoponendo le persone con lo stesso gruppo sanguigno alla dieta proposta da Peter D’Adamo per quella determinata categoria, ciascuna reagiva in maniera diversa dall’altro, facendo quindi decadere la teoria secondo la quale il gruppo sanguigno influenza la quantità di glicoproteine nel sangue con conseguenze azione specifica diversificata in base a una speciale dieta studiata per ciascun parametro.

Secondo questa dieta, una quantità diversa di glicoproteine nel sangue di persone con gruppi sanguigni diversi renderebbe alcuni cibi più facilmente digeribili a un gruppo piuttosto che a un altro ma evidentemente questo parametro non può essere sufficiente per improntare un intero programma di diete.

Ovviamente le ricerche non si fermeranno a questa, sicuramente ne verranno effettuate altre, e non è detto che questi risultati portino all’abbandono di questa dieta, dal momento che il libro del suo inventore ha venduto oltre sette milioni di copie.

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