Apre la sfilata della Maison Sarli, l’ampio  abito da sposa in organza e fiori, fitti, fitti, applicati sul corpetto aderente.

Lo strascico e’ parte dell’abito , con l’arricciatura che segna le scapole. Le grandi orchidee tra l’indaco e il turchese della scenografia, fanno da sfondo a questo inizio delicato e leggero. Poi ci sono gli abitini corti, aderenti e geometrici.

Sarli conquista Roma

La vita e’ sottolineata da un breve inserto in pelle, che ricorda una cintura.

Tagli triangolari di colore a contrasto, sembrano taschine applicate, ma e’ solo un’ illusione ottica. Poi gli abiti corti, ma eleganti. Bianco tagliato sbieco con le spalle cosparse di fiorellini rossi come quelli dei fiori del melograno.

Oppure nero con gonna ampia in pizzo geometrico e corpetto altrettanto ampio, ma in seta. Gli abiti lunghi, hanno maniche preziose, a volte a tulipano, a volte diventano una mantella e coprono solo una spalla. Compare anche un caftano, molto interessante. Maniche ampie con goccia sulla spalla, spacco profondo che lascia spazio a stretti pants di seta con colore a contrasto. Gli abiti da sera sono ricchi di rouches, sia lunghi che corti.

Una collezione dai colori lievi, polvere, grigio, rosa cipria e verde acqua, con qualche accenno al fucsia.

Una collezione, che segna una passaggio. Dopo 25 anni, di cui gli ultimi quattro come direttore creativo, Carlo Alberto Terranova, lascia infatti la Maison Sarli. E allora la collezione Primavera – Estate 2014, diventa l’occasione per ringraziare  tutte le maestranze che con lui hanno lavorato.

A loro, Terranova, ha affidato la scena finale di questa sfilata, a loro e’ andato l’ applaso di Altaroma.
Annamaria Di Fabio

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