Ormai la Medicina Rigenerativa copre un ruolo determinante nella soluzione avanzata della calvizie. Soprattutto negli ultimi cinque anni si sono fatti passi da gigante e i risultati cominciano a vedersi. La nuova scoperta riguarda un “cappello magico”. Uno strumento non invasivo come i trapianti che, con 15 minuti al giorno in tre mesi, promette risultati mai visti primi.
Ma vediamo nel dettaglio.

Si chiama Capillus, e apparentemente è come tutti gli altri cappellini realizzati in tessuto e dotati di un’apposita visiera per riparare gli occhi dal riverbero del sole, ma questo particolare strumento custodisce proprio al suo interno un grande segreto:  ovvero fasci di luce laser per combattere la calvizie, che vengono irradiati direttamente sul cuoio capelluto e intervengono in modo mirato laddove diradamento o vi sono aree con follicoli indeboliti.
Scoperto e inventato negli Stati Uniti, in questi mesi arriva finalmente anche in Italia: verrà presentato a fine di giugno a Siracusa nel corso del XV meeting internazionale della Italian Society for Hair Restoration, Società italiana per la cura e la chirurgia della calvizie.

La terapia laser quotidiana con la sua radiazione luminosa crea una vasodilatazione nel cuoio capelluto. È grazie a questo lavoro che i follicoli, sani o indeboliti, si rinforzano e i capelli riprendono il vigore passato, ricominciano a crescere e ritornano robusti.
Mentre il principio di caduta – se in atto – viene interrotto e rallentato.

All’interno del cappellino, nascosti dagli sguardi altrui, sono stati posizionati oltre 272 diodi laser, attivati grazie a una piccola batteria portatile, che per via del suo ingombro minimo permette di poter indossare il copricapo anche in movimento, magari mentre si sta facendo una passeggiata a ritmi sostenuti o una sessione di jogging.

Naturalmente si tratta sempre di un presidio medico, dunque il cappellino verrà prescritto esclusivamente nei centri autorizzati, solo dietro consiglio e controllo medico.

Di Raffaella Ponzo

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