Stella Jean, in occasione di Pitti Bimbo 79, e nell’ambito del progetto Kid’s Evolution nato da un’idea di Alessandro Enriquez in collaborazione con Vogue Bambini, presenterà la sua prima Kid Collection, caratterizzata da un genuino rincorrersi di trompe-l’œil culturali.

I bimbi cui è rivolto lo sguardo di Stella Jean vestono con i colori del mondo, sempre strizzando l’occhio a uno stile retrò.

Dai banchi di scuola alla moda, apprendono divertendosi e reinterpretando in chiave giocosa argomenti di studio, resi fruibili attraverso vivaci tourbillon di colori e stampe e riprodotti sulle t-shirt di matrice pop.

In un’atmosfera vacanziera da Forte dei Marmi anni ’60, i colori accesi delle stampe wax giocano con i tessuti rigati, per abiti e costumini in cotone esplorando epoche e latitudini alla ricerca di un nuovo equilibrio.

I mocassini in wax, impreziositi da vivaci nappine, e i turbanti, presi in prestito dalla collezione womenswear, completano l’outfit contribuendo a sottolineare un ironico stile chic décontracté, mai lezioso.

Dal 26 al 28 giugno, presso la Fortezza Da Basso a Firenze, la stilista italo-haitiana espone la nuova capsule che nasce dalla “necessità di veicolare, attraverso il mio lavoro, un nuovo concetto di multiculturalità”, afferma Stella Jean: “una simile necessità trova terreno fertile nello sguardo vergine, spontaneo, privo di sovrastrutture e preconcetti, dei bambini.

Piccoli viaggiatori abituati a vivere nell’humus dell’accoglienza e delle dinamiche interculturali. Essere in possesso di una naturale inclinazione a non ragionare per schemi o frasi fatte, rende questi giovani cittadini di impronta cosmopolita, istintivamente capaci di accogliere, conciliare, rispettare e interiorizzare universi vicini e lontani”.

L’ispirazione della designer, nasce  dalle suggestioni delle proprie radici e si traduce nella “Wax & Stripes Philosophy”, è forte in questa collezione, rivolta al futuro e alle possibili combinazioni storico culturali, per una creatività trasversale e all’avanguardia che non ponga limiti agli abbinamenti culturali, sociali, tessili e anagrafici.

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