Un viaggio a ritroso nel tempo per riscoprire, attraverso una serie di abiti da sera, l’allure del secondo dopoguerra, epoca di rinascita in cui si reinventarono gli stilemi del vestire gettando le basi per tutto il costume moderno.

Abiti che parlano di boom economico e sfarzo alto borghese, legati a maniere e abitudini accurate e precise, riti del vestire che ci appaiono tanto lontani, ma che ancora ci influenzano.
Uno sguardo alla storia del costume anni cinquanta e ai nomi che hanno fatto la moda di quel decennio:
Christian Dior, sinonimo di lusso, ideatore della nuova silhouette femminile con lo storico “new look”. Emilio Schubert, sarto romano, creatività e sfarzo per lo stilista delle signore “bene” della capitale ai tempi della “Dolce vita”. La sartoria milanese Biki, alla quale si deve gran parte del guardaroba di Maria Callas, alla quale la mostra è dedicata.
Icona mediatica ante-litteram, nessuno come Maria Callas può rappresentare l’eleganza e la fascinazione di quel decennio. Sempre sotto i riflettori per i successi professionali e per il cambio di look, poche donne come lei hanno suscitato tanto clamore ed interesse. Musa per gli intellettuali del suo tempo, diva, com’era concesso esserlo solo alle attrici hollywoodiane e  protagonista del jet set mondiale. La carriera di Maria Callas è intensa; anni di leggende e rivalità, di bel canto e amori da rotocalco, flash di stile e portamento, immagini di feste esclusive e prime trionfali fanno della “divina” la perfetta icona per questa mostra…
Per riscoprire il lusso e lo sfarzo dell’alta società dell’epoca, in mostra solo pezzi originali provenienti dall’archivio  A.N.G.E.L.O.

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