Vicenzaoro rende omaggio alla creatività e alla fantasia di Giuseppe Arcimboldo con un anello prezioso e iper-colorato disegnato da Licia Mattioli.
Sono le sue grottesche “Teste Composte”, i ritratti burleschi eseguiti combinando tra loro, in una sorta di Trompe-l’œil, oggetti o elementi dello stesso genere ad ispirare questo monile.

Licia Mattioli, affascinata dal pittore visionario, ha voluto sfidare ogni ostacolo e miniaturizzare in un anello-capolavoro – Arcimboldo – un “mistery portrait” di gemme fruttate.

La complessa costruzione è colore puro: rubini, zaffiri, quarzi, tormaline, opali e ametiste taglio cabochon diventano frutti succosi incorniciati da foglioline di smeraldo e peridoto taglio navette. Il tutto servito su un’elegante montatura in oro rosso.

Un omaggio all’artista vissuto nella Milano del cinquecento innamorato del decorativismo, al Rinascimento.
Sulla sica di Leonardo, l’Arcimboldo mise l’indagine della natura al primo posto.
Un percorso che vide esplodere la sua curiosità per le forme bizzarre e grottesche, e contemporaneamente accedere a una nuova raffinatezza, diffusa dal lussuoso artigianato rinascimentale.

In questo clima germina la fantasia di Arcimboldo, acclamata dalle corti dell’Europa asburgica, innamorate delle sue “teste composte”.

Costruiti con le cose quotidiane – frutti, ortaggi, libri, ma anche pesci, fiamme, conchiglie, i volti di Arcimboldo svelano ciascuno un magico artificio, che tiene insieme ordine e disordine, grazia e stranezza, regola e stupore.

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