Tutti noi pensavamo il contrario, ma le ultime ricerche mostrano come la caffeina inibisca la nostra intelligenza emozionale, rendendoci meno produttivi.

Il caffè al mattino è un rito ormai solido in molti paesi del mondo, con quel gesto che segna l’inizio di un nuovo giorno, ci carichiamo di energia e di voglia di fare. Almeno questo è quello che credevamo. Infatti, le ultime ricerche dimostrano esattamente il contrario. Secondo i risultati degli esperimenti effettuati presso la Johns Hopkins Medical School, l’aumento di prestazioni dopo l’assunzione della caffeina, sono solo a breve termine e osservando le reazioni dei soggetti in un lasso temporale più lungo, si nota un calo di energia e dunque delle stesse prestazioni, in assenza di caffeina.
Insomma, è come se il nostro fisico si abituasse a quella sostanza, non riuscendo più ad essere performante in sua assenza.
Per tornare alla normalità, l’unico modo è quello di smettere di bere caffè per almeno un mese, in moda di disintossicare il nostro fisico, un po’ come si fa quando si è dipendenti da una droga.

Nella pratica, è molto più facile a dirsi che a farsi. Infatti il solo odore del caffè è come un denotare che ci fa alzare dal letto e tutti noi ne siamo inevitabilmente attratti. Ma facendone uso, dobbiamo essere consapevoli che stiamo arrecando un danno alla nostra salute. Anche piccole dosi di caffeina sono dannose ai cardiopatici con segni di insufficienza aortica, ai nevrotici, agli artritici, ai dispeptici, alle persone che soffrono di affaticamento fisico, agli affetti di aritmia extrasistolica, ai portatori di alterazioni degenerative dei vasi, agli arteriosclerotici per le eventuali brusche modificazioni cardiovascolari ed inoltre agli affetti di malattie renali ipertensive, a chi ha problemi alla prostata o/e infiammazioni croniche della vescica.

Controindicazioni quindi anche per tutte le forme di gastriti e duodeniti, ulcera gastroduodenale, enterite, colite e stitichezza, controindicato anche alle donne in stato di gravidanza; infatti da esperimenti effettuati è stato accertato il passaggio della caffeina dalla madre al feto. La caffeina si deposita per un certo periodo di tempo nel cervello del feto, intervenendo negativamente sull’attività di enzimi con gravi conseguenze tutt’ora oggetto di studio.

In poche parole la caffeina LOGORA l’organismo; infatti anziché aumentare le forze, dà una sensazione di falsa energia che richiede uno sforzo maggiore.

E i danni sono anche a livello emotivo. Bere caffeina infatti, stimola il rilascio di adrenalina. L’adrenalina è la fonte della nostra sopravvivenza, è la fonte dell’energia che abbiamo dentro il nostro corpo e che fa combattere per affrontare i pericoli. Ma questo va bene quando dobbiamo affrontare un leone nella giungla, ma non va bene ad esempio, per rispondere ad una e-mail di lavoro, perché potrebbe farci diventare bruschi e iper eccitati.
Certo, rinunciare alle abitudini è difficile, ma sapendo che ci fa male, possiamo tentare e al mattino ordiniamo al bar un bel caffè… d’orzo!
Di Raffaella Ponzo

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