Dopo 7 anni di liti, tre giudizi e due passaggi in Cassazione, una ‘serrata per indignazione’ che ha fatto scalpore nel mondo, è la Suprema  Corte a mettere la parola fine con l’assoluzione.

La terza sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio “perché il fatto non sussite” la condanna a un anno e sei mesi per omesso pagamento delle imposte inflitta dalla corte d’Appello di Milano agli stilisti Domenico Dolce e Staefano Gabbana.

Il procuratore generale della Cassazione questa mattina aveva invece chiesto la conferma della condanna d’appello, fatta salva la prescrizione per il mancato pagamento dell’Iva nel 2005, che avrebbe comportato una diminuzione della pena.

Secondo l’accusa gli stilisti non avrebbero dichiarato all’Agenzia delle Entrate tasse nell’anno fiscale 2005 su royalties per una cifra calcolata inizialmente per circa un miliardo di euro (poi ridotta) relative alla Gado, una società del Lussemburgo,a cui avevano venduto i marchi D&G e Dolce & Gabbana.

Massimo Dinoia, l’avvocato che ha assisitito i due stilisti, aveva chiesto l’annullamento senza rinvio della sentenza di condanna.
Oltre agli stilisti sono stati assolti anche Cristiana Ruella, Giuseppe Minoni e il consulente del gruppo Luciano Patelli)

“Eravamo certi. Siamo della persone oneste. W l’Italia. #orgogliosodiessereitaliano”. Così Stefano Gabbana ha commentato, sul suo profilo Twitter, l’assoluzione definitiva nel processo per evasione fiscale.

“Siamo sempre stati delle persone oneste, la giustizia italiana l’ha riconosciuto e ne siamo molto fieri. Viva l’Italia”. Questo il commento di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, diffuso dalla maison, dopo la sentenza della Cassazione.

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