Le dimissioni di Frida Giannini da direttrice creativa di Gucci hanno scatenato i pronostici più fantasiosi su chi le succederà ai vertici dell’iconica maison del lusso (ex) made in Italy.
Il brand fondato da Guccio Gucci a Firenze nel 1921 oramai da parecchi anni è diventato di proprietà del gruppo francese Kering, controllato dalla potente famiglia Pinault.

Tra i più gettonati nella corsa al ‘toto-Gucci’ c’è Riccardo Tisci, da quasi dieci anni direttore creativo di Givenchy. Lo stilista italiano ha tutte le carte in regola per subentrare nel ruolo di direttore creativo di uno dei brand più amati e riconosciuti nel mondo. Tisci parrebbe davvero la scelta ideale: le sue collezioni innovative che strizzano l’occhio ad un mood sospeso tra il dark e il minimal, porterebbero nuovo ossigeno in casa Gucci. E caso vuole che proprio l’anno prossimo scada il suo contratto decennale da Givenchy.

Un altro nome che si sente ripetere insistentemente in queste ore è quello di Christopher Kane, il cui brand omonimo è in parte di proprietà del gruppo Kering; ma c’è anche chi vedrebbe come successore di Frida Giannini il designer Joseph Altuzarra, anch’egli in parte acquisito dal potente gruppo francese della famiglia Pinault.

Ma la lista dei designer che potrebbero sedere sul trono di Gucci è ancora lunga e vede, tra gli altri, i nomi dell’ex direttore creativo di YSL, Stefano Pilati, Tom Maier di Bottega Veneta, Peter Dundas di Pucci e l’italiana Grazia Chiuri co-creative director di Valentino.

Per ora sono solo rumors, nulla è confermato perché come ha dichiarato il portavoce del gruppo Kering: “Noi non commentiamo mai i pettegolezzi, posso solo dire che il reclutamento è in corso.”

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