Save the duck aderisce al progetto “Animal Free Fashion“, lanciato dalla Lav per una moda etica e priva di materiali di origine animale.

Il marchio italiano di piumini “senza piume” infatti utilizza il PLUMTECH un’ovatta che nasce dall’esigenza di ricreare la sofficità della piuma, pur conservando i vantaggi di un’imbottitura termica tecnologica. PLUMTECH infatti, rispetto alle tradizionali ovatte in polyestere, consente di realizzare i capi ad ingombro limitato garantendo leggerezza e massima libertà di movimento, garantendo anche l’Easycare: ovvero la facilità di lavare e asciugare il capo.

Cinque sono i principi, o meglio, le regole, di questa nuova tecnica:

1) Resistenza termica e leggerezza
Grazie all’alta densità della sua fibra, PLUMTECH consente di intrappolare nella propria struttura un’altissima quantità di aria (che è il miglior isolante termico), mantenendo la temperatura del corpo al suo naturale calore e garantendo un confort ottimale. E’ quindi possibile realizzare capi caldi ma leggeri.

2) Traspirabilità
PLUMTECH possiede un elevato grado di assorbimento dell’umidità, asciugando rapidamente. Permette inoltre di dissipare il calore in eccesso causato dall’attività sportiva e dall’uso cittadino.

3) Rispetto
Tutela e rispetto dell’ambiente e soprattutto degli animali. PLUMTECH non utilizza piume di origine animale.

4) Tascabilità
Facile e comodo da ripiegare si può portare onunque, anche mettendolo in borsetta.

5) Ultra leggerezza
Leggero ed estremamente caldo grazie alle caratteristiche del PLUMTECH.

Save the duck ha aderito all’iniziativa sottoscrivendo il massimo livello del rating etico previsto, VVV+, ovvero impegnandosi a non utilizzare alcun materiale di origine animale: pelliccia, piume, pelle, seta e lana.

“Per Save the Duck è un riconoscimento molto importante. Avere la certificazione Lav – dicono dall’azienda – è uno dei tanti traguardi che ci siamo posti quando abbiamo iniziato a creare i nostri piumini ‘duck free'”.

La moda ‘animal free’, secondo una rilevazione Ispo effettuata in sei Paesi dell’Ue, corrisponde almeno al 12% della domanda attuale dei consumatori europei e, con il 78,6% di propensione all’acquisto, rappresenta una enorme opportunità di mercato per le aziende

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