Il pesce rosso ci batte per ben un secondo intero, tanto è la differenza della soglia di attenzione che avrebbe più di noi, ed a darne notizia è nientemeno che Microsoft, dopo uno studio effettuato su un campione di 2000 ragazzi.

Dagli studi del colosso americano, dal 2000 ad oggi la soglia di attenzione sarebbe calata del 33%, passando dai 12 agli 8 secondi, un calo piuttosto drastico che tuttavia non preoccupa tutti i neurobiologi.

Le due correnti di pensiero infatti differiscono totalmente, anche se hanno in comune la causa, ovvero la tecnologia.

Per una parte degli studiosi infatti il calo di attenzione non ha connotazioni negative ed è da considerarsi un adattamento alla nuova vita, soprattutto alla nuova vita digitale.

La corrente più negativa degli scienziati invece punta il dito proprio contro la tecnologia digitale, sostenendo che l’abitudine ad essere sollecitati di smartphone e tablet ci porta inevitabilmente a cercare sempre nuovi stimoli, non dando al cervello il tempo di soffermarsi sul momento attuale.

Laura Reale, neuropsichiatra dell’istituto milanese Mario Negri dice: “Esistono diversi tipi di attenzione, che tutti mettiamo in campo a seconda delle necessità fino da piccoli e in parte contemporaneamente: ascoltare una lezione di matematica, anche per un bambino, non richiede la stessa concentrazione necessaria per rispondere a una domanda di un compagno. Così, utilizzare il cellulare guardando la tv la sera, magari curiosando in Facebook, ha una valenza altra rispetto all’atto di leggere una mail di lavoro: la necessità di attivare un’attenzione più sostenuta e duratura cambia in termini quantitativi e qualitativi, nelle diverse situazioni”.

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