Maison Margiela e Junya Watanabe, due stili opposti che seducono Parigi con la loro ricerca e creatività.
Il primo scommette sul razionalismo il secondo sulle “contaminazioni etniche”.
Due sfilate che ci riportano ad una domanda….E’ moda o arte? Non è facile rispondere quando le collezioni confermano l’amore dei designer per capi dall’accento artistico e dai colori accesi.
Lavorazioni sartoriali, studio dei tessuti, mix sofisticati danno vita a capi sorprendenti e futuristici.

Da sempre Maison Margiela trasmette alle sue sfilate una chiara connotazione culturale.
Scelte anticonformiste che si ispirano a opere custodite nei musei.
Nella collezione per la prossima PE 2016 il razionalismo e la stravaganza si sposano con capi che nascondono o mostrano la pelle, che si intravvede sotto la stoffa.
Tessuti opachi che riflettono luce e non dimenticano inserti glamour.
Giacche destrutturate da indossare con leggerezza, in uno stile libero e artistico.

Il brand presta grande attenzione anche agli accessori, in particolare agli occhiali, e sceglie, per alcuni look i modelli della linea Essential firmati MYKITA + Maison Margiela.

Si tratta di occhiali in acciaio inox grezzo senza l’aggiunta di componenti nei quali la funzionalità diventa il motto estetico.

Maison Martin Margiela - ss 2016 - Parigi

Strizza l’occhio allo stile etnico Junya Watanabe, con lui i colori e le fantasie africane colorano le strade d’Europa.
Una collezione sofisticata, studiata e arricchita con dovizia di particolari.
Toni neutri come beige, grigio e bianco come base su tessuti grezzi resi preziosi da applicazioni, quasi veri e propri “bagni di colore”.
Un festival di luce che mixa texture grafiche e sensazioni.
Il messaggio? Ogni capo ha la sua storia, questo è il suo valore.

Junya Watanabe - ss 2016 - Parigi

Photo Courtesy Studio BIASION

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