Scrocchiare le dita: lo facciamo quasi tutti e solitamente con una certa dose di soddisfazione. Ma spesso, un’istante dopo il caratteristico schiocco, ci chiediamo anche se questa abitudine faccia male o no. Se, più precisamente, a furia di manipolare le dita (o le articolazioni, come ginocchio, gomito, polso o anche il collo) ci verrà l’artrite.

Esiste una risposta scientifica a questo dilemma? Sì, non fa né bene né male. Vediamo perché.

Quando facciamo scrocchiare le dita, tra le ossa dell’articolazione in un attimo si forma una bolla di gas: è questo a provocare il rumore che accompagna l’operazione. Lo rivela uno studio condotto dagli esperti dell’Università dell’Alberta, in Canada e pubblicata sulla rivista medica “Plos One”.

Gli esperti hanno studiato con una tecnica di analisi, la risonanza magnetica, quanto accade durante questa manovra ed hanno così scoperto che, quando si spinge su un dito per farlo scrocchiare, l’articolazione prima resiste e poi cede improvvisamente. Le ossa delle nocche si separano e il liquido sinoviale, il fluido che lubrifica le articolazioni, corre a occupare quello spazio.

Nel liquido però, per un fenomeno fisico chiamato cavitazione, si forma una bolla di gas, l’azoto: questo provoca il tipico scrocchio. La bolla rimane in quella posizione per qualche minuto, rendendo impossibile scrocchiare di nuovo le dita. Poi i gas i ridisciolgono nel liquido e le dita sono pronte per una nuova scrocchiata.

Fa male? La scienza ha in qualche modo affrontato la questione dei suoni delle articolazioni, per capire se l’abitudine a far crocchiare le dita possa portare a dei problemi di artrite.
Nel 1990 su Annals of Rheumatic Diseases è comparso uno studio che spiegava come, più che l’osteoartrite, scrocchiare le dita può provocare rigonfiamento delle mani e una diminuzione generale della forza nella presa manuale.

Ma a parte queste controindicazioni, scrocchiare le dita non produce danni. E neppure benefici, è solo vizio… che ci soddisfa.

Di Raffaella Ponzo

Categorie: Curiosità Tag: .

Articolo pubblicato da
Ultimo aggiornamento: