Attuale, delicato, e, soprattutto, globale. Affronta il tema dell’integrazione, della pace, della convivenza civile il nuovo Calendario delle Studentesse che verrà presentato a Roma martedì 15 dicembre presso lo Splendor Phartenopes (e di cui Sfilate.it ha in anteprima alcuni suggestivi scatti). Ogni ritratto racconta una storia. Ogni storia svela un percorso, un modo di essere, una legittima ambizione: essere accettati. Non discriminati per il colore della pelle, per una credenza religiosa differente, perchè si arriva da altri Paesi lontani e da realtà spesso molto difficili.

“Mi casa es tu casa” è il titolo del calendario e, visti i tempi che corrono, sembra insieme un augurio e una speranza. L’augurio di un futuro senza l’incubo di guerra e terrore. La speranza che ogni pregiudizio resti definitivamente prigioniero dell’anno che va a spegnersi.

L’iniziativa nasce dall’agenzia pubblicitaria Arakne Communications, che nel 2007 mise in moto il progetto. Una campagna di sensibilizzazione di cui il Calendario delle Studentesse si fa portavoce, affrontando ogni anno differenti tematiche come la violenza sulle donne, l’anoressia, l’inquinamento globale e molte altre ancora.

Particolarmente felice è stata l’edizione del 2013 “OneRace”, in cui si esponeva il concetto di diversità intesa come valore. In special modo, la foto ‘Unfaithful kiss’, che vede come protagoniste una ragazza israeliana ed una palestinese che si scambiano un bacio, ha invaso il web divenendo un simbolo vero e proprio di uguaglianza, amore, pace, tra popolazioni di etnia, religione e cultura differente.

In “Mi casa es tu casa”, dunque, attualità, ma anche moda e arte si uniscono dando vita a 12 immagini che racchiudono ideali. E partiamo dall’espressione scanzonata e serena di Selma Bellakhdar, immagine che ci introduce al calendario con il mese di gennaio. Foto luminosa di una bella donna di Casablanca e religione musulmana che oggi vive a Napoli, nella capitale del nostro Sud, è sposata con un italiano e ha una figlia. Insomma, è davvero un bell’esempio di integrazione questa ventisettenne che si trasferì a Parigi appena diciottenne per studiare marketing all’Esg immortalata in un blazer scuro con camicia bianca ricamata e scollo a V, capelli lunghi, lisci e curati, insomma abiti e mise occidentali per chi sa che il mondo non ha non deve avere barriere di nessun tipo. La migliore risposta a questi tempi segnati dal terrore e dall’orrore fondamentalista.

“La mia religione è fonte di tolleranza, umanità, dialgogo e apertura al prossimo, ma purtroppo è divenuta ostaggio di estremisti e ignoranti”, ci tiene a dire Selma, magnifico volto di una religione di pace quale è in realtà l’Islam, violentato, stravolto e umiliato da un’orda di assassini. E che, in nome di una armoniosa convivenza con l’Europa, va invece riportato ai suoi valori reali, lontani dal terrorismo.

“Il nuovo” è il tema dell’immagine di marzo, mese che ci introduce alla primavera. Non a caso la studentessa e modella Lorenza Cani si pone come una giovane donna dall’aspetto assolutamente futurista. Quasi venisse da altri universi è rappresentata con un alone azzurrino, una sorta di casco trasparente, una gorgiera di plastica argentata, lunghi guanti lucidi, un corpetto a gabbia e una gonna a ruota, mentre viene toccata da braccia incuriosite. Anche qui il messaggio vuole essere postivo e punta a svelare e a condividere le differenze. “Il nuovo” è bello, è portatore di ricchezza culturale e sociale e va scoperto e accolto con apertura mentale.

“Freedom”, libertà, è lo scatto di maggio. Nadia Colamatteo è una donna senza veli, con uno sguardo assorto rivolto verso l’alto, ed anche qui troviamo braccia che la avvolgono, la cercano. La pelle argentata della modella ci restituisce tutta la luminosità della libertà.

Libertà, novità, accoglienza, integrazione, melting pot, religioni, quanti temi antichi e attualissimi sono concentrati in questi dodici scatti. Un calendario contro guerra e odio. Dodici mesi per costruire pace e condivisione.

di Lucia Marino

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