Ritorna al cinema Leonardo Pieraccioni con la divertente commedia “Il Professor Cenerentolo”. Nel film interpreta Umberto un ingegnere che dopo aver tentato goffamente di svaligiare una banca finisce nel carcere di Ventotene. Una volta dietro le sbarre, lontano dall’amata figlia Martina (Lisa Ruth Andreozzi), lavora di giorno nella biblioteca del paese, dà ripetizioni alla figlia del direttore (Flavio Insinna) e intanto sogna Morgana una “fatina” (come ricorda il nome) interpretata da Laura Chiatti, che gli ha rubato il cuore.

Perché raccontare questa storia?
Questo film è un regalo che mi sono fatto a cinquanta anni. Mi sono ispirato a un fatto successo a un mio amico idraulico, che a un certo punto dopo aver fatto un grande lavoro in un hotel è fallito e non è stato pagato. Quando fallisci in Italia sono guai seri perché il vero lavoro, oggi, è riscuotere i soldi che gli altri ci devono. Umberto ha così cercato di risolvere il problema a modo suo ma gli manca sua figlia. Racconto quindi il rapporto difficile tra un padre e una figlia e l’arrivo nelle sua vita della fata Morgana che serve solo a recuperare l’amore della tra i due.

E questo titolo così divertente?
Professor Cenerentolo perché i permessi che ottengo dal direttore del carcere scadono e la mia carrozza si trasforma in una cartella di Equitalia.

Quale è il ricordo più forte sul set che porterà sempre con lei?
Abbiamo girato in un carcere vero e la cosa che più mi ha colpito sono state le foto strazianti dei bambini dei carcerati appese al muro.

Il film segna anche un debutto importante, una donna che le ha rubato, in qualche modo, la scena
Mia figlia , che ha 5 anni, appare per qualche istante nel film, mi ha già detto che la prossima volta non vuole solo ballare ma desidera una parte più importante e vuole anche parlare davanti alla macchina da presa come fanno gli altri attori. Appena ha rivisto il film ha detto: “Tu ci sei sempre e io ci sono solamente in una scena. La prossima ci voglio essere quattro scene, meglio cinque”. Per cui sono già stato minacciato.

(Domande realizzate durante la presentazione stampa- foto credit  ufficio stampa )

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