Si alzano i riflettori sulla 73esima edizione del Festival del Cinema di Venezia che apre con il musical La La Land ma cancella il glamour e spegne le luci della festa per condividere il dolore del Paese dopo il terremoto.
Al Lido di Venezia ci si concentra sulle iniziative che la Biennale ha lanciato per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto, un impegno condiviso da tutti.

Si parte con La La Land, la favola musicale che strizza l’occhio ai musical di una volta. Il film diretto da Damien Chazelle e interpretato da Ryan Gosling e Emma Stone racconta la storia di una aspirante attrice e di un pianista jazz che sogna di aprire un suo club.

Un film che scava nell’animo portando in superficie le emozioni vere come “la delusione dei provini falliti e l’amarezza di sentirsi lontano da qualcosa che vuoi raggiungere a tutti i costi” come ha dichiarato Emma Stone durante la conferenza stampa. Sul red carpet la diva ha scelto un abito argento di Atelier Versace tempestato di strass e perline.

La Cerimonia di apertura è stata sobria ma elegante, la Madrina Sonia Bergamasco ha scelto un abito lungo in pizzo avorio e oro, con ricamo a motivi geometrici in cristalli, della collezione Giorgio Armani Privè.
Sempre di Re Giorgio anche il completo di Chiara Mastroianni, membro della giuria, che ha scelto una camicia in chiffon color azzurro ghiaccio con collo e polsi in jacquard di seta, top interamente ricamato con cristalli e gonna in velluto di seta nero.

Vestono Stella McCartney: Caterina Shulha, in abito nero in cady stretch nero e Valentina Lodovini, in abito lungo in cady stretch bianco abbinato ad una giacca dal taglio sartoriale e una clutch effetto marmorizzato.

La Cerimonia ha dato il via ufficiale ad un festival che condivide il dolore collettivo del paese insieme al mondo del cinema che pure sa accogliere, raccontare, testimoniare, la realtà con la propria arte.

Tanti i film presenti al Lido di Venezia, fra i titoli in gara anche tre pellicole italiane:  “Piuma” di Roan Johnson, il documentario “Spira mirabilis” di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, e “Questi giorni” di Giuseppe Piccioni.

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