La sfilata Autunno 2018 della linea CALVIN KLEIN 205W39NYC presso l’American Stock Exchange, nel Financial District di New York, è stata un successo.

“La collezione è un’evoluzione della mia idea di CALVIN KLEIN come uno spaccato della società americana, ma ora più ampio, universale. È un’allegoria che rappresenta l’incontro di nuovi mondi e mondi antichi, legati alla scoperta dell’America, la corsa allo spazio degli anni ’60 e l’era dell’informazione del ventunesimo secolo. Riflettendo la nozione di democrazia, non esiste gerarchia culturale: i mix emancipano vestiti e riferimenti dai loro significati, dalle loro narrazioni, e creano un collage per scoprire qualcosa di diverso – un sogno diverso. Più di ogni altra cosa, la collezione è incentrata sulla libertà. Una parola che definisce l’America e CALVIN KLEIN”. – Raf Simons, 13 febbraio 2018

Intitolata PAESAGGI, la sfilata Autunno/Inverno 2018 della linea CALVIN KLEIN 205W39NYC è stata allestita in un’ambientazione epica e surreale evocante un teatro di posa cinematografico. Lo sfondo si lega alla storia recente di CALVIN KLEIN seppur con un tocco riconfigurato: frammenti delle installazioni create da Sterling Ruby per il brand appaiono accanto a parti del fienile di campagna del diciannovesimo secolo presente nella campagna pubblicitaria Primavera/Estate 2018 di CALVIN KLEIN 205W39NYC; le pareti del fienile sono tappezzate da immagini in stile cartelloni delle opere d’arte di Andy Warhol utilizzate anche nella collezione; accanto a queste, appaiono tubi dei condotti dell’aria, un tocco alieno evocante il mondo scientifico o dei laboratori. Il pavimento è ricoperto da una fitta coltre di popcorn: da lontano, sembra si tratti di neve.

La location e la collezione hanno mostrato la collaborazione su più livelli in corso tra CALVIN KLEIN e The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts. Su alcuni capi d’abbigliamento appaiono anche i celebri personaggi dei Looney Tunes Wile E. Coyote e Road Runner, prodotti dalla Warner Bros. e originariamente apparsi come cortometraggi al cinema a partire dal 1949. Questi ultimi ricordano l’innocenza dell’infanzia, l’idea fondamentale di gioventù americana, e si possono interpretare anche come parabola dell’inseguimento del sogno americano.

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