Sono stati 5.700 i visitatori professionali (di cui il 35% stranieri) che hanno visionato le oltre 170 collezioni di abiti nuziali, per lei e per lui, presenti a Sposaitalia Collezioni, manifestazione organizzata da Expocts, società del gruppo Fiera Milano, dal 22 al 25 giugno a fieramilanocity.
E’ tutta nel successo della manifestazione l’immagine di un segmento che dopo un periodo di lieve flessione ha ritrovato lo smalto.

Nel 2006, in Italia, il settore wedding ha prodotto un fatturato complessivo di 299 milioni di euro, quasi quanto il fatturato del 2000 che si assestava sui 300 milioni di euro, e il valore delle esportazioni, attualmente, rimane stabile e ricopre una quota pari a 14.6 milioni di euro.
A contribuire al buon andamento del settore, anche l’apertura verso nuovi mercati, frutto dell’impegno di promozione verso l’estero particolarmente curato in questa edizione 2007.
E i risultati sono del tutto evidenti nell’afflusso di buyer stranieri che hanno raggiunto Milano in questi quattro giorni dedicati al matrimonio.
Le nuove piazze di vendita sono rappresentate dal blocco dell’Est europeo con Russia, Polonia, Romania e repubbliche della ex Jugoslavia. Export in crescita anche in estremo Oriente con Giappone e Corea del Sud in testa, paesi nei quali è, ormai, consuetudine la doppia cerimonia secondo tradizione locale e con caratteristiche occidentali, a partire dall’abito bianco con tutti gli elementi correlati come partecipazioni, bomboniere ecc.
Si registra, inoltre, un importante ritorno di mercati consolidati come Stati Uniti e Canada.

Secondo un’indagine Istat nell’anno 2005, in Italia, si sono svolti circa 250.000 matrimoni, sommando le cerimonie civili e quelle religiose. Una differenza che poco o per nulla incide sul settore di produzione e vendita di abiti da sposa: il tradizionale abito bianco, infatti, viene scelto tanto per la cerimonia religiosa quanto per quella civile.
Altro dato interessante emerge, stando ai commenti dei principali produttori, in fatto di seconde nozze: spesso l’abito per il secondo “sì” è anche più elaborato e prezioso rispetto al primo. Frutto, forse, della passata esperienza che impedisce di ripetere eventuali errori commessi durante l’acquisto del primo vestito.

A tutto ciò va aggiunto che sebbene il numero dei matrimoni sia in calo, la capacità e la voglia di spendere non diminuisce affatto: per il giorno del sì donne, ma anche uomini, non rinunciano all’abito da sogno e destinano in media 2.500 euro per l’acquisto del solo vestito.
Di questo trend si sono accorti anche i grandi stilisti che hanno intravisto le potenzialità di questo settore e hanno scelto di investire in linee di produzione di abiti da sposa.

Categorie: Trade News Tag: .

Articolo pubblicato da in data: 28.06.2007
Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2007