SFILATE  sostiene la Campagna per Salvare Foster dalla pena di morte il prossimo 30 agosto. Su LA7 il blog dedicato all’iniziativa, è possibile scaricare la lettera con la quale potrete contribuire all’iniziativa per chiedere di tramutare la pena di morte in carcere a vita.
ATTENZIONE: la versione della lettera da inviare al Governatore Perry è quella in inglese. La lettera può essere inviata tramite posta o tramite fax.

LINK PER SCARICARE LA LETTERA DA LA7:
www.la7.it/blog/default.asp?idblog=6

LA STORIA
Kenneth Foster è detenuto nel braccio della morte in un carcere Texano.
Ogni persona rinchiusa nel braccio della morte ha una storia da racontare, ma quella di Kenneth è forse uno degli esempi più chiari di quanto sia sbagliato un sistema che condanni le persone alla pena capitale.

Foster è vittima di una legge iniqua, la “law of parties”, la quale stabilisce che un individuo sia “responsabile di un crimine commesso da altri qualora egli abbia agito con l’intenzione di promuovere o assistere il compimento di tale crimine” e permette alla giuria di condannare a morte un uomo anche se non ha ucciso o intendeva uccidere qualcuno.

Nel caso di Kenneth, è stato provato che lui non era sulla scena del crimine ma stava sull’automobile che era stata usata per la fuga.Nonostante il fatto che lui dichiari che neppure sapeva che era stato commesso un crimine, è stato condannato a morte.La famiglia di Kenneth non ha potuto permettersi un avvocato privato (negli Stati Uniti una buona consulenza legale può costare centinaia di migliaia di dollari) e la sua corte ha incaricato avvocati che non erano all’altezza del compito.A due dei quattro giovani accusati del crimine sono state date sentenze più leggere, per evidenza del caso. L’uomo che ha premuto il grilletto è già stato giustiziato lo scorso anno.
L’uomo che è stato ucciso era un bianco, e figlio di un avvocato locale. Il colore della vittima e il colore dell’accusato (Kenneth è nero) pesa gravemente nella decisione se una giuria propende per la pena di morte, negli Stati Uniti.

Aveva solo 19 anni al momento del crimine, andava al college ed era un musicista di talento (partecipava a una locale “street gang”, l’origine del suo destino).

Kenneth ha usato in modo proficuo i suoi 11 anni passati in prigione studiando teologia, filosofia, yoga, sociologia e diventanto anche un esperto sulle leggi del Texas.

Non solo, lavorando attivamente sul suo caso, ma lavorando anche per salvare altri compagni di prigione dalla pena di morte. Lui e altri compagni hanno fondato “Drive”, un movimento che si oppone all’andare alla “camera della morte” in modo pacifico, ma anzi combattendo fino alla fine.

L’esecuzione di Kenneth stata è fissata il 30 agosto prossimo.
Quest’anno sono state giustiziate 17 persone nel solo Texas, altre 8 sono in lista per l’esecuzione entro fine agosto.
Il caso di Kenneth ha ricevuto l’attenzione da tutto il mondo, soprattutto per la chiara mancanza di prove contro di lui, ma anche per i numerosi appelli dei suoi familiari, i suoi amici e tante altre persone che si sono mobilitate in suo.

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